Knights and Bikes - recensione
Se il pavimento si tramutasse improvvisamente in un mare di lava? Se ogni folata di vento fosse lo sbuffo di un dragone? Se tutti gli alberi nascondessero castelli? Da queste premesse, da questi giochi d'infanzia, Foam Sword ha costruito una storia divertente e visivamente convincente, in un viaggio che alterna puzzle, esplorazione in bici e fasi Hack'n'Slash.
Knights and Bikes è un'avventura per grandi e piccoli, mediata dagli occhi di due bambine capaci di plasmare il mondo con la propria fantasia. Al giocatore il compito di accettare che sì, il pavimento è magma e per proseguire lo si dovrà evitare a tutti i costi: da questo patto narrativo non si scappa.
Le vicende sono ambientate a Penfurzy, isola burrascosa, il cui porto è a momenti una città fantasma. Le protagoniste? Nessa, che giunge dal mare, intenta a cercare il leggendario tesoro, nascosto nei meandri dell'isola da un manipolo di cavalieri erranti. E Demelza, una bambina che vive in una roulotte: regno personale fatto di fumetti e videogiochi a tema He-Man. Suo padre intanto si occupa di un parco divertimenti e di un imminente sfratto, nutrendo nell'attesa le papere... Honker, una di queste, ci seguirà costantemente fiutando tesori. Ovviamente, una sterzata di bici alla volta, le due ragazzine sono destinate a diventare grandi amiche, mentre una maledizione (reale o fittizia?) comincia a diffondersi tra le vie sterrate e i boschi di Penfurzy.
