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Borderlands 3 – Recensione

Borderlands 3: dopo tanto parlarne è finalmente approdato sui nostri schermi, e non lo ha fatto in maniera discreta… Proprio no: il nuovo capolavoro di Gearbox Software e 2K si è presentato alle folle adoranti di fans della serie in maniera davvero esplosiva!




Borderlands 3 rappresenta per davvero l'evoluzione naturale di quella che è stata, nel bene o nel male, una delle serie di videogames più iconiche degli ultimi 15 anni. Tutta la particolare atmosfera che ha sempre caratterizzato la saga – vuoi anche per la sempre superba grafica in cell shading che dà quel tocco in più al tutto – rimane intatta in questo enorme e pienissimo terzo capitolo, titolo nel quale ritroviamo con piacere tutti i pregi (e anche qualche difetto) che abbiamo imparato a conoscere nelle nostre scorribande su Pandora.



In questo Borderlands 3 ci ritroveremo, come è ovvio, ancora una volta sull'ostile mondo di Pandora ma, e qui sta una delle principali novità del gioco rispetto ai suoi predecessori, avanzando nella storia principale saremo chiamati a portare morte e distruzione anche su qualcuno degli altri caratteristici mondi presenti nella galassia di Borderlands, aggiungendo così al tutto una buona varietà di ambienti, nemici e situazioni spinose.



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Come abbiamo già accennato, lo stile inconfondibile della saga, a livello di narrazione, viene mantenuto in tutto e per tutto, integrando alla già nutrita schiera di personaggi ricorrenti e antagonisti vari anche due villain nuovi di zecca: i gemelli Calypso, parodia malvagia e deviata della moderna figura degli influencer, youtuber e, in generale, delle varie figure carismatiche che spopolano sui social network oggigiorno.



Nonostante i divertenti rimandi alla cultura pop attuale, i nostri malvagi gemellini non riescono però ad oscurare il capolavoro di folle caratterizzazione che è stato fatto con il mitico Jack il Bello nel secondo capitolo della serie. Sono sì carismatici e a tratti geniali, ma gli manca comunque quel qualcosa (forse un pony di nome Stallone da Culo?) che rendeva Jack uno dei migliori villain in assoluto degli ultimi anni.



Fortunatamente la caratterizzazione dei nuovi Cacciatori della Cripta, ovvero la rosa di personaggi giocabili, è davvero superba, forse la migliore in assoluto dai tempi del gruppo originale di Cacciatori, Lilith, Mordecai & Co.



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Tolta la ormai super classica Sirena (questa volta in versione melee) le nuove classi di personaggi giocabili sono qualcosa di davvero ben fatto e divertente. Troviamo infatti la nuova classe “Beastmaster”, impersonata da Fl4k, una IA senziente nuova di zecca con una spiccata attrazione per la caccia e lo studio del comportamento animale, accompagnato da ben tre bestie aliene a lui legate da un vincolo di branco, e che si trasformano facilmente in un'arma letale per gli sventurati che si troveremo sul nostro cammino.



Come altra new entry nella cerca alle Cripte Eridiane abbiamo anche l'interessantissima Moze, artigliera tuttofare in grado di richiamare a sé (ad uso anche dei compagni) il piccolo ma letale “Orso di Ferro”, un mecha armato fino ai denti in grado di fare davvero la differenza sul campo di battaglia. In pratica una sorta di versione davvero massiccia (e incazzata) di Dva di Overwatch.



A completare il quadretto troviamo l'Agente Operativo Zane, in grado di unire potenza di fuoco, precisione letale e tecniche di elusione e occultamento da far impallidire ogni tipo di ninja e assassino che possa venirvi in mente.



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Ognuno dei personaggi giocabili avrà un suo ben preciso ed estremamente articolato albero di skill tramite il quale farlo crescere nel corso della nostra avventura. Le abilità e i potenziamenti saranno, anche per la stessa tipologia di personaggio, molto vari permettendo così al giocatore di plasmare il proprio alter ego secondo la build che più si confà al proprio stile di gioco.



Questa estrema personalizzazione delle caratteristiche, unita anche a quella dell'aspetto del proprio personaggio, sarà fondamentale durante l'endgame. Una volta finita la campagna principale infatti, sarà possibile accedere alla parte più “social” e multiplayer del gioco, finora limitata a un paio di modalità sia cooperative che competitive, come ad esempio la Trial to Survive che abbiamo potuto provare alla Gamescom di quest'anno, ma a cui sicuramente verranno aggiunti contenuti nella fase di supporto post lancio.



Tecnicamente parlando, Borderlands 3 si presenta come una versione pompata, ultra dettagliata e super rifinita dei suoi illustri predecessori. Il caratteristico aspetto grafico non solo è stato mantenuto tale e quale, ma è stato addirittura migliorato aggiungendo dettagli come le brutte facce dei vari nemici, questa volta non sempre coperte da maschere antigas o simili, oppure i danni fisici che si possono infliggere a muri e coperture.



Anche i controlli sono rimasti praticamente inalterati, aggiungendo però le utilissime possibilità di effettuare una devastante scivolata in corsa, di eseguire un attacco in caduta simile a quello che si poteva fare in The Prequel/Sequel e, decisamente l'opzione più interessante, quella di arrampicarsi sulle sporgenze e i cornicioni. Queste innovazioni cambiano, senza stravolgerlo, l'approccio che potremo quindi avere con lo scenario che ci circonda.



Borderlands 3 è un gioco che si potrebbe definire praticamente perfetto sotto la quasi totalità dei punti di vista: giusta difficoltà, giusta longevità, ottima giocabilità e, cosa da non sottovalutare assolutamente, un carisma tutto suo, con situazioni e personaggi unici. Purtroppo, però, ci sono anche dei lati negativi in tutto questo. Non troppo incisivi, ma comunque a tratti vistosi.



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Noi abbiamo provato Borderlands 3 su PlayStation 4 Slim, riscontrando soltanto in rare occasioni i fastidiosi cali di frame rate che si sono verificati nelle versioni PC e Xbox One. Per contro, però, c'è da dire che i menu vari e la mappa vengono gestiti con una lentezza davvero fastidiosa, soprattutto in alcuni frangenti più concitati. Inoltre, per fortuna non sempre, abbiamo riscontrato anche dei tempi di caricamento tra una zona e l'altra, o prima di un respawn, un po' troppo consistenti. Infine, ma davvero molto di rado, abbiamo notato anche qualche ritardo nel caricamento di alcune texture, soprattutto nelle primissime ore di gioco. Insomma, problemi non gravi, ma che si notano particolarmente su un gioco altrimenti perfetto.



Borderlands 3 è la giusta e divertente evoluzione di quello che sono già stati i suoi predecessori. La massima espressione, attualmente, di quello che deve essere un gioco a metà strada tra l'FPS e l'RPG. Divertente, sboccato e folle come al solito e graficamente sontuoso. Peccato solo per qualche difetto che rovina la perfezione del tutto, niente comunque di non recuperabile con una bella patch correttiva!



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18 settembre alle 10:30

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