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Rambo: Last Blood - recensione

È diventato vecchio John Rambo, insieme a Sylvester Stallone, l'attore che con lui, grazie a lui, ha conseguito quell'eternità che il cinema regala ai suoi eroi.



Dal 1982, anno in cui lo abbiamo conosciuto in First Blood, il primo film della serie (per il mercato internazionale il titolo era stato cambiato in Rambo), quanti "cattivi" ha affrontato e intanto quanti amici ha perso, quante persone a lui care ha visto cadere sotto i colpi della malvagità intrinseca nella razza umana?



Potevano mancare quelli che negli ultimi anni sono diventati i più terrificanti e sadici assassini, i trafficanti messicani (come sempre l'Ente turismo di quella nazione ringrazierà per la pubblicità positiva)? Undici anni dopo il reboot del 2008, Rambo ritorna così protagonista di una storia che segue lo schema consolidato dell'eroe solitario, rappresentato in tanti western, genere che meglio incarna l'essenza dell'americanità.



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19 settembre 2019 alle 01:10

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