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Contra: Rogue Corps - recensione

Provate a chiudere gli occhi per dieci secondi e ad immaginare Contra nel 2019. Quale visione vi ha attraversato la mente? Magari un classico run & gun magistralmente reinterpretato alla luce delle meccaniche moderne, qualcosa di simile al meraviglioso esempio di tradizione rinnovata portato da Cuphead. Forse avete ventilato l'ipotesi di uno shooter contemporaneo, capace di preservare lo stile della saga e adattarlo alla nuova corrente degli sparatutto in terza persona. Oppure, ancora, avete immaginato qualcosa di totalmente inedito, come uno strategico in stile XCOM o un'altra deriva inaspettata.



Bene: sappiate che durante l'E3 di quest'anno eravamo accompagnati proprio da questi pensieri mentre ci incamminavamo verso gli stand di Konami, pronti a testare per la prima volta il nuovo capitolo di Contra. E quando finalmente siamo entrati nella stanza destinata alla presentazione, sul nostro volto si è allargato un sorriso, perché l'area era stata allestita con una serie di splendidi cabinati arcade. È stato proprio su quegli schermi che abbiamo fatto la conoscenza di Contra: Rogue Corps, attraverso una breve sessione di gameplay che ci ha lasciati sotto un lieve stato di shock.



È sempre molto difficile rispondere emotivamente ad un cambiamento tanto impattante per una serie vecchia di trent'anni, ed è inutile nascondervi che non abbiamo preso affatto bene l'allontanamento forzato dalla pur leggera eredità della saga. Anzitutto, l'ispirazione ludica del nuovo episodio riprende qualche mattone di Neo Contra per Playstation 2, adottando un'inquadratura verticale pensata per modellare il gameplay nella più classica formula del twin-stick shooter, ovvero quegli sparatutto isometrici in cui si cammina con l'analogico sinistro e si ruota sfruttando il destro.



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23 settembre 2019 alle 15:20