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Death Stranding: non è necessario il PS Plus

La connettività agli altri e al mondo che ci circonda è sicuramente la chiave di volta del contesto temporale/narrativo di Death Stranding, e ora abbiamo maggiori dettagli su quanto si richiede al giocatore per godersi la componente multiplayer del titolo.



Un indizio?



Poco, quasi nulla.




Coniato da Kojima come “spiaggiamento sociale“, la meccanica vede una sorta di condivisione dei beni fra giocatori, attivata nel momento in cui un rifugio e il suo abitante vengono ricollegati al network chirale continentale.



Come ogni multiplayer finora affrontato, c'era da aspettarsi che richiedesse un abbonamento PlayStation Plus… invece no.



I più attenti hanno infatti potuto osservare un piccolo particolare nel trailer più sopra, ossia una piccola riga di testo.



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Tolta la prima frase, piuttosto inutile, la lettura della seconda sembra confermare che Death Stranding non avrà bisogno di un abbonamento attivo PS Plus per permetterci di connettere con tutti gli altri Sam online.



Il paragone con titoli dall'analoga identità multiplayer si contano sulla punta delle dita, ma il più recente è Bloodborne, anch'esso però vittima di questa esclusività d'utilizzo barricata dietro al paywall offerto dall'abbonamento Playstation Plus.



https://www.gamesource.it/wp-content/uploads/2019/09/death_stranding_fanart_by_cameronglynn_dbwgvhd-fullview-991x1024.jpg



I più sentiti complimenti a Kojima, oltre che per l'arrivo alla fase Gold, anche per la coerenza di messaggio e contenuto, pecora bianca in un gregge quasi completamente coperto dal catrame delle lootboxes e affini.



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26 settembre 2019 alle 17:50