Trine 4: The Nightmare Prince - recensione
Dopo essersi allontanato per qualche tempo, dedicandosi a progetti di diverso stampo, il team finlandese Frozenbyte è tornato al suo primo amore: Trine. L'obiettivo dichiarato era quello di riportare la serie al livello dei primi due capitoli dopo una terza uscita decisamente sbagliata sotto molti punti di vistra. Per riuscirci gli sviluppatori hanno ascoltato i fan, desiderosi di dare il loro contributo alla rinascita della saga.
Dopo aver giocato e finito questa nuova avventura, possiamo dire che l'obiettivo è stato centrato. Trine 4: The Nightmare Prince si appoggia sulle solide fondamenta dei suoi predecessori, ma ne eleva la qualità con pochi e mirati "innesti". Dimenticate il passo falso di Artifact of Power e gettatevi con tutto l'amore che potete nelle nuove scorribande di Amadeus, Pontius e Zoya.
I protagonisti sono rimasti gli stessi. Abbiamo il trio che tutti i bambini cresciuti a pane e D&D hanno sempre sognato: Amadeus un mago abile ma un po' indolente e pasticcione, Pontius un cavaliere senza paura ma con una discreta passione per il cibo ben condito e infine Zoya, una ladra dal cuore d'oro che assomiglia ad uno dei personaggi di Assassin's Creed.
