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Indivisible - recensione

Decine di migliaia di giocatori attendevano Indivisible, action RPG in due dimensioni finanziato da una campagna IndieGoGO di grande successo, nell'ormai lontano 2015.



Skullgirls è un picchiaduro di Lab Zero Games con diversi anni sulle spalle, che aveva colpito per il suo stile colorato e molto ispirato, sicuramente non rivoluzionario nelle meccaniche presenti, ma senza dubbio ben confezionato. Direttamente dagli stessi sviluppatori, arriva quindi Indivisible.



L'incipit del titolo è, paradossalmente, l'elemento che ci ha convinti meno. L'allegra e frizzante sedicenne Ajna ricalca in modo certosino ogni singolo stilema del classicissimo protagonista shōnen (e ricorda in maniera impressionante Nadia de Il Mistero della Pietra Azzurra): impulsiva ma di buon cuore, abile nel combattimento e con un incredibile potere nascosto, addestrata da genitore che non vuole rivelarle il segreto dietro la sua nascita, residente in un ridente villaggio, isolato dal mondo e che sarà spazzato da un crudele tiranno e il suo esercito di mostri e soldati.



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9 ottobre 2019 alle 10:30