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Ring Fit Adventure - recensione

Che Switch fosse una console molto particolare lo avevamo intuito sin da subito. 1, 2 Switch e Labo, infatti, avevano immediatamente dimostrato la versatilità dell'hardware di Nintendo, ma soprattutto la magia nascosta all'interno dei Joy-Con. Tutte queste possibilità hanno dato alla grande N la possibilità di fare quello che riesce meglio: prendere un qualcosa che pensavamo di conoscere bene, come i giochi di ruolo a turni, e stravolgerlo. In una maniera che non avremmo potuto immaginare prima, ibridando il tutto con il mondo reale e, perché no, tenendo conto della nostra salute.



Brain Training era (e sarà) una serie di divertenti rompicapo pensati sì per divertire, ma anche per mantenere giovane il cervello. Ring Fit Adventure è un gioco di ruolo in tutto e per tutto, ma per comandarlo dovremo usare tutto il nostro corpo. Grazie ai sensori di movimento contenuti all'interno dei Joy-Con, infatti, il software potrà mappare i nostri passi (attraverso il Joy-Con sinistro fissato sulla coscia sinistra grazie ad una fascia elastica), oltre che calcolare la pressione applicata al Ring-Con, la speciale periferica venduta insieme al gioco.



Si tratta di un anello per pilates opportunamente modificato per contenere al suo interno il Joy-Con destro. In questo modo i sensori contenuti al suo interno (anche se spesso sembrerà più magia) non solo capiranno se il Ring-Con viene sollevato o ruotato, ma anche con quanta forza questo anello viene compresso o tirato. La telecamera ad infrarossi, oltretutto, sarà persino in grado di leggere il battito cardiaco al termine di ogni sessione. La combinazione di tutti questi movimenti viene sfruttata per dare vita a più di 60 esercizi piuttosto bilanciati per far lavorare tutto il corpo.



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24 ottobre 2019 alle 16:10