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Crash Dummy – Recensione

Crash Dummy è un'avventura platform uscita per PlayStation 4 il cui nome non risulterà nuovo ai più maturi. Nel 1993 nacque su NES e SNES The Incredible Crash Dummies, videogioco ispirato a una omonima serie di giocattoli. Di anni ne sono passati molti e Twelve Games, dopo aver riproposto su PlayStation 2, nel 2009, un titolo appartenente a questo brand, prova il colpo di coda anche su PlayStation 4. Il risultato? Pessimo.



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D-Troit: become Dummy



Appena avviato il gioco verremo accolti da una cutscene animata in stile cartoonesco piuttosto rudimentale. Uno stile di disegno privo di personalità, anonimo artisticamente e con animazioni non propriamente all'avanguardia ci raccontano della missione di CID, il Crash Dummy più performante del laboratorio. La figlia dello scienziato dei dummy è stata rapita dal malefico dottor D-Troit (il cui design ci ha ricordato fin troppo il dottor Eggman della serie di Sonic) e il nostro creatore ci chiede, non molto gentilmente, per la verità, di affrontare molteplici insidie e salvarla. La figlia si chiama MIA, e anch'essa è un dummy.



La trama si conclude qui, nei quindici livelli di gioco (compresi i tutorial) non ci saranno plot twist o rivelazioni, né approfondimenti. Seriamente tutto qui. Siamo molto delusi, perché nel 1993 forse era sufficiente scrivere due righe di trama e poi gettare il videogiocatore nella mischia, ma le abitudini attuali sono leggermente diverse.



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Un platform di nome Crash



Il genere videoludico che si accosta a Crash Dummy è indubbiamente il platform 2D. Gran parte delle nostre attività consisteranno nel saltare su piattaforme, schivare insidie ambientali e colpire nemici. Qui si iniziano a riscontrare i primi (gravi) problemi. Partiamo dalle basi. E' accettabile in un platform un salto che alle volte non funziona e quasi costantemente risponde in ritardo ai vostri comandi? Se avete dei dubbi sulla risposta vi aiutiamo noi: NO! Un platform dove il comando di base è progettato male già cala inesorabilmente nell'insufficienza. Ad aggravare la questione si uniscono una fase di combattimento legnosa e piena di bug e boss fight talmente squallide da sembrare uno scherzo di cattivo gusto. Boss con uno o massimo due script di attacco, banalmente evitabili, che non offrono alcun tipo di sfida.



Per quanto riguarda i livelli di gioco, la quasi totalità degli enigmi si incentra su una sfida a tempo che vi chiederà di schiacciare un pulsante in modo da aprire un cancello e raggiungerlo prima che questo si richiuda. Ma non vi preoccupate, se doveste incontrare delle difficoltà, vi basterà suicidarvi, al respawn il cancello rimarrà perennemente aperto per un bug. Divertente, vero?



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6 novembre 2019 alle 17:10

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