Valfaris - recensione
Certi generi non invecchiano mai. Se ci riflettiamo, gli action-platform-shooter 2D a scorrimento erano di grande tendenza nelle sale giochi tra gli anni '80 e '90 con pietre miliari come Alien Storm, Sunset Riders o Contra ed hanno fatto la storia dei videogiochi aprendo la strada a un genere che di fatto non è mai tramontato. Pensiamo infatti anche alla serie Mega Man, che ha avuto una vita trentennale passando per tutte le generazioni di console e dando vita a numerosi cloni e sequel spirituali.
Proprio a uno di questi mostri sacri s'ispira Valfaris, e precisamente a Contra. Con una grafica pixellata e una serie sconfinata di livelli e terribili ondate di creature aliene di ogni tipo da far saltare in aria con spettacolari animazioni gore, questo action game sviluppato da Steel Mantis (autori di Slain: Back From Hell) ci riporta direttamente alla magia degli shooter che abbiamo amato per tanti anni.
C'è una storia di fondo nel gioco. Dopo essere misteriosamente scomparsa dalle carte stellari galattiche, la fortezza di Valfaris è tutto ad un tratto ricomparsa nell'orbita di una stella prossima al collasso. Quello che un tempo era un paradiso, la sfarzosa cittadella adesso è ospite di un'oscurità sempre crescente. Noi vestiremo i panni di Therion, un impavido e fiero figlio di Valfaris, che ritorna a casa per scoprire la verità sul suo tragico destino.
