Edouard Imbert di Larian racconta Baldur's Gate 3 - intervista
Qualche settimana fa ci siamo ritirati all'interno di una catacomba di Parigi per assistere a circa 6 ore di gameplay dell'attesissimo Baldur's Gate 3 assieme ai vertici di Larian Studios. Nel labirinto di gallerie sotterranee, abbiamo scoperto che i padri di Divinity: Original Sin 2 e presto dell'ultimo capitolo di Baldur's Gate sono tutti grandissimi appassionati di D&D, Master della vecchia scuola generosi di aneddoti riguardo le proprie esperienze tabletop e più che mai volenterosi di raccontare la loro ultima creazione.
Dopo aver avuto un minuscolo assaggio di quella che si prospetta come un'avventura da centinaia e centinaia di ore lungo la Costa della Spada, abbiamo avuto occasione di chiacchierare un po' con gran parte del roster di Larian, prima di raggiungere una piccola alcova nella quale, come fosse un boss, ci attendeva Edouard Imbert, senior designer dello studio nonché progenitore di tutti gli spietati combattimenti che avete imparato ad amare durante gli ultimi capitoli di Divinity. Ecco tutto quello che ci ha raccontato!
Eurogamer: Quanto si sente la differenza nel lavorare su un prodotto proprietario come Divinity o trovarsi vincolati da una licenza solida come quella di Dungeons & Dragons? È qualcosa che può diventare un limite nei giochi di ruolo?
