Rainbow Six Siege: Operation Void Edge - recensione
Giunto al suo quinto anno di attività, Rainbow Six Siege è in quel delicatissimo punto del ciclo vitale che in passato altri game as a service non hanno saputo superare.
Lo sparatutto tattico di Ubisoft è chiamato a percorrere un lungo e tortuoso percorso di rinnovamento, che gli sviluppatori hanno già individuato in occasione delle finali dei Six Invitational a Montreal, la celebre manifestazione di eSport che, com'è ormai tradizione, ha fatto da palcoscenico agli annunci relativi al futuro di Siege e a quelli inerenti al suo più recente DLC, Operation Void Edge.
Rifiutando l'idea di veder scivolare il suo videogioco nell'oblio del dimenticatoio, lo studio canadese ha affrontato a viso aperto questo tema nel corso dell'intero evento, che è finito quasi per assumere un ruolo di secondo piano rispetto alle tante novità che coinvolgeranno Rainbow Six Siege nei prossimi anni. Ubisoft ha infatti svelato la roadmap di Anno 5 e Anno 6, spiegando alla platea i fondamenti di questo profondo cambio di paradigma che ha portato il team a rivoluzionare il modo in cui concepisce la pubblicazione di tutti i contenuti aggiuntivi di Rainbow Six Siege.
