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Legends of Runeterra - recensione

Chi mi segue sui social sa della mia passione per Hearthstone, che sin dalla sua prima apparizione in alpha mi ha avvicinato a un mondo, quello dei giochi di carte collezionabili, dal quale in precedenza mi era sempre tenuto lontano.



A ben guardare, però, non devo essere stato l'unico a seguire questo percorso che, per i puristi, apparirà senz'altro blasfemo: la base utenti di Hearthstone dal 2014 a oggi è cresciuta oltre i 100 milioni di account, mentre la versione digitale di Magic non è riuscita a replicare i fasti della controparte fisica. La spiegazione, del tutto soggettiva, può essere l'intrinseca semplicità della proposta di Blizzard, in contrapposizione alla complessità della controparte del gioco da cui tutto ha avuto origine.



Gli appassionati della prima ora, quelli che negli anni '90 spendevano gli stipendi per acquistare quella rara carta capace di stravolgere gli esiti di uno scontro, hanno probabilmente rappresentato l'alfa e l'omega dell'utenza di Wizards of the Coast. Chi c'era all'epoca c'è anche oggi, mentre invece chi trent'anni fa si è scoraggiato di fronte a un gioco tanto avvincente quanto complesso, non ha cambiato idea davanti a Magic: The Gathering Arena.



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30 aprile 2020 alle 10:40