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Oddworld: Munch's Oddysee - recensione

Il terzo gioco rappresenta spesso un punto di svolta per la software house che lo sviluppa. Molto spesso il picco di una serie viene toccato con il secondo capitolo (vedi Half-Life o Uncharted, tanto per citare i primi due esempi che ci vengono in mente), dopodiché la compagnia in questione ha davanti a sé due opzioni: proseguire per la strada già battuta con il rischio di annoiare il pubblico e rovinare la "media" del franchise o distaccarsene totalmente e andare in tutt'altra direzione.



Oddworld Inhabitants a suo tempo scelse una via ibrida: dopo aver sviluppato due sontuosi capitoli dedicati al personaggio di Abe tentò il salto nel total-3D, dimostrando però che di Nintendo ce n'è una sola.



Munch's Oddysee uscì in esclusiva sulla prima console Xbox nell'ormai lontanissimo 2001, ricevendo però critiche non proprio entusiastiche. Il gioco portò nella terza dimensione buona parte delle idee di gameplay dei titoli precedenti, una scelta discutibile in quanto le meccaniche di Abe's Oddysee e relativo seguito si sposavano perfettamente con il 2D, ma risultarono del tutto annacquate in questa nuova veste.



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14 maggio 2020 alle 16:11