Baldur's Gate 3 - prova
Il nome Larian Studios, per chi non segue particolarmente da vicino il mondo videoludico, potrebbe apparire poco familiare se non addirittura sconosciuto. Questo piccolo studio di sviluppo belga, tuttavia, è riuscito a ritagliarsi un posto di rilievo tra gli appassionati di giochi di ruolo di stampo occidentale grazie a un capolavoro di programmazione noto col nome di Divinity: Original Sin II, considerato uno dei più luminosi esempi di cRPG mai realizzati.
Di conseguenza, quando Larian ha iniziato a stuzzicare i fan con la prospettiva di un nuovo capitolo della leggendaria serie di Baldur's Gate sviluppato interamente dalle sapienti mani che hanno donato vita a Divinity, sembrava lecito immaginarsi un responso della community più che mai positivo. Invece, così non è stato: in molti, senza rendersi conto che la formula ideata da Larian si adatta meglio di qualunque altra alle regole di Dungeons & Dragons, hanno continuato a dubitare della deviazione dalle meccaniche in tempo reale.
Certo, raccogliere l'eredità tramandata dalla mai troppo compianta BioWare di Avellone, Olsen, Muzyka e soci non era un'impresa da poco, e la gestione di un immaginario complesso come quello dei Forgotten Realms poteva rappresentare un ostacolo non indifferente per un team così ristretto. La squadra capitanata da Swen Vincke, però, ha già dimostrato di avere le carte in regola per portare a casa il risultato, e la build in accesso anticipato che abbiamo potuto testare ha confermato tutte le sensazioni positive emerse in fase di presentazione, diradando qualunque dubbio si potesse nutrire sulla bontà del progetto.
