Come raccontare la pandemia coi The Animal Crossing Diaries - editoriale
Nei primi giorni del lockdown ho deciso di scrivere una lettera al me stesso futuro, diceva: "mi sento più calmo, lo yoga aiuta, mi sarebbe piaciuto avere un cane". Si dice che la brevità sia l'anima del senno, ma non sono sicuro che sia questo il caso. A essere franco, però, devo dire che la lettera era scritta in Animal Crossing: New Horizons usando la tastiera sul touch-screen di Nintendo Switch, quindi diciamo che ero portato a usare poche parole. Per fortuna, in New Horizons ci sono vie molto più interessanti per fare la cronaca della pandemia, tanto che il National Videogame Museum di Sheffield (UK) ha avviato il progetto The Animal Crossing Diaries.
Alex Roberts, curatore nel museo, ha spiegato che il progetto di ricerca vuole "espandere le possibilità di cosa vuol dire raccogliere esperienze di gioco e documentare come sia possibile farlo in una maniera etica e sostenibile", e l'ultimo capitolo di Animal Crossing pare perfetto per questo obiettivo. "L'uscita di Animal Crossing: New Horizons durante il lockdown dovuto alla pandemia lo ha reso quasi una linea salvavita per molti giocatori." Il gioco non solo ci dà un'isola da personalizzare, ma permette anche di visitare gli amici. Secondo Alex, "trovarci un posto dove ci si poteva incontrare ha trasformato il ruolo di Animal Crossing."
Ci sono tantissimi post sui social a tema ACNH, ma uno in particolare mi ha colpito, dedicato alla mostra "Good Night", la prima tenuta alla Woodsorrel Garden Gallery con sei opere a tema notturno. "La Garden Gallery è nata quando il mio compagno ha giocato ad Animal Crossing sul mio Switch, ma non è andato oltre una piccola tenda," spiega la creator Sarah Cole sul suo sito. "Ho deciso di personalizzarla, spostarla in giardino e trasformarla in una galleria d'arte."
