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Little Nightmares II - prova

Sporco, in disuso, consumato da qualsiasi tipo di positività, irrimediabilmente corrotto. Infestato da presenze inquietanti che nell'ombra attendono il più piccolo passo falso, pronte a tutto per il solo scopo di fermarci, per sempre. Mani fameliche che si allungano verso il collo di due ragazzini ignari ma coraggiosi, disposti a tutto pur di fuggire da un mondo grottescamente disturbante. Le Fauci sono alle spalle. Gli incubi no.



Insieme a Limbo e all'ancora più convincente Inside targati Playdead, Little Nightmares è quel titolo che più di tutti è riuscito a lasciare il segno all'interno di una categoria di puzzle-platform tanto piccola quanto capace di raggiungere picchi di altissima qualità. Tanto stile, tanta ambiguità e un focus sull'atmosfera capace di attirare una nutrita schiera di fan che quasi inevitabilmente vengono risucchiati all'interno di un universo sfaccettato, di un lore ricchissimo e in larga parte indecifrabile.



L'opera di Tarsier Studios seminava indizi e soprattutto punti di domanda regalando ai giocatori un'avventura che nei panni della piccola Six (e del Fuggitivo nei DLC Secrets of the Maw) sfrecciava verso i titoli di coda fin troppo velocemente. Insomma, i fan volevano di più, volevano una risposta al difetto, la longevità, più evidente dell'opera.



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27 ottobre 2020 alle 10:11