Devil May Cry 5 Special Edition - recensione
Immediatamente dopo l'uscita di Devil May Cry 5, i fan si sono uniti sotto un'unica bandiera, accomunati da una singola, assoluta certezza: la necessità che Vergil divenisse un personaggio giocabile nel prossimo futuro. Non è un caso, infatti, che la mod fanmade che lo sostituiva ai protagonisti, pur se con un moveset incompleto, sia stata sempre una delle più apprezzate e scaricate.
Devil May Cry 5 si è rivelato essere un eccezionale ritorno del franchise, forte di un impatto grafico impressionante, reso possibile dall'ottimo RE Engine di Capcom, come anche di una profondità del sistema di combattimento in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.
L'acuto revamp del tecnicissimo Dante, la grande versatilità di Nero e l'approccio al combattimento del tutto originale di V hanno incontrato, come unico ostacolo, un level design poco ispirato e tendenzialmente ripetitivo a partire dalla seconda metà della loro avventura, che porta ad affrontare le ultime missioni più come un antipasto della modalità Palazzo di Sangue, che a un effettivo arricchimento dell'esperienza narrativa.
