CASE: Animatronics – Recensione
Volendosi basare sul detto “mai giudicare un libro dalla copertina” risulterebbe palese a qualsiasi videogiocatore, il cui sguardo sia caduto su CASE: Animatronics, che il videogioco appena citato non sia altro che un altro, e forse l'ennesimo, tributo al ben più noto Five Nights at Freddy's. In realtà il titolo nacque come possibile fangame del sopracitato salvo poi prendere una direzione propria ed essere sviluppato quasi diversamente. Bene, dunque, armatevi di coraggio, un bel po' in verità, mettetevi comodi e preparatevi a passare una folle notte horror in un dipartimento di polizia infestato da terribili animali assassini robot pronti a scuoiarvi vivi. Ecco la recensione di CASE: Animatronics.
Dal profondo della notte
E' notte fonda e John Bishop, poliziotto al dipartimento di polizia di Aurora, sta facendo degli straordinari, quando all'improvviso l'elettricità di tutta la centrale salta via lasciandolo totalmente al buio. Armato di torcia elettrica e tablet dovrà riattaccare la corrente al generatore più vicino. Compiuta la pericolosissima missione, John sarà sbranato da un'ombra che gli sbucherà alle spalle. Ma era solo un sogno. John Bishop si risveglierà poco dopo di nuovo nel suo ufficio, felice che quello fosse stato solo un incubo, un sogno che, però, di lì a poco diventerà realtà poiché, con lo squillare del suo telefono d'ufficio, egli sarà contattato da Scott, uno psicopatico che lo rinchiuderà all'interno della centrale, senza elettricità, avvertendolo di avergli trovato della compagnia per la notte.
Qual è la connessione tra John Bishop e Scott, il matto che vuole vederlo soffrire prima di eliminare il poliziotto? Dunque, dopo aver superato la fase dell'incubo e il risveglio che faranno da tutorial, il giocatore potrà iniziare a muoversi (quasi) liberamente per gli uffici della centrale di polizia, con la possibilità di aprire cassetti, nascondersi, controllare le telecamere tramite il tablet e correre, senza nessun modo effettivo di difendersi. Poco dopo “si potrà fare la conoscenza” del corpo disattivato di uno dei robot animali, gli animatronic, che perseguiteranno il giocatore durante tutta l'avventura e che si riattiverà di lì a poco. Senza l'ombra di un indizio, il che non è un bene poiché si vivrà in una continua fase di disorientamento, il giocatore dovrà fare in modo di procedere lungo la trama evitando qualsivoglia incontro con questi robot che si attiveranno a ogni azione che comporterà l'avanzamento verso il finale.
Jumpscare, che passione
Come avrete intuito dal titolo del paragrafo, la vera, ed effettiva, componente horror del titolo sarà formata dai jumpscare. Tecnica fortemente abusata nelle opere dell'orrore, il jumpscare non fa altro che rendere piatta e monotona un'esperienza horror; questo succede poiché lo spettatore, o il videogiocatore, si abituerà facilmente a esso anche grazie a tutti i segnali che l'opera invia prima di uno jumpscare: musica assente, tensione alle stelle, un momento di calma che precederà la comparsa su schermo dell'entità paranormale seguita da un rapido aumento della musica o degli effetti sonori. CASE: Animatronics abuserà di questi effetti, eliminando anche la parte pre-jumpscare e spiattellando su schermo immagini disturbanti di animali robot estremamente violenti e altre entità, con il volume che si alzerà da solo e senza motivo apparente salvo poi ritornare al minimo indispensabile.
Non è chiaro il motivo per cui, dopo un'esperienza simile, si debba seguire il consiglio di utilizzare le cuffie se il rischio di perdere l'udito è ai massimi storici. Certo utilizzare delle cuffie o comunque un buon impianto audio potrà di gran lunga semplificare la vita dei videogiocatori dato che per evitare gli animatronic si dovrà far affidamento anche all'udito oltre che alla vista. Con una buona dose di udito, fortuna e coraggio si potranno quindi evitare i robot assassini, ognuno con le sue caratteristiche che diventeranno chiare dopo i primi minuti dal primo incontro e che faranno sperare al possessore del controller di non incontrare mai le creature per non incappare nel game over istantaneo che ci riporterà al checkpoint più vicino (l'ultima azione che ha causato sviluppi di trama).

Games for passion
So che può suonare come spoiler, però il fatto che il gioco non abbia un finale direi che è un ottimo motivo per sconsigliare completamente l'acquisto del gioco. Tra l'altro, all'epoca dell'uscita su pc (nel 2016 mi pare), era presente (ora non so, non ci tengo a giocarlo) un game-breaking bug nell'ultima/penultima sezione di gioco, che ti costringeva a ricaricare il salvataggio ogni volta. E tra l'altro, questo gioco sta anche su cellulare, se non sbaglio.