Boss Level - recensione
Si usa dire "ogni mattina una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone per non finire uccisa". Roy (Frank Grillo) è messo peggio di quella gazzella. Perché lui sa che ogni maledetto giorno della sua vita, a partire da un certo punto, lui è diventato quella gazzella e sa che per quanto forte correrà, finirà ammazzato (e nei modi più fantasiosamente sadici e demolitivi). E il giorno dopo ancora e ancora, in un loop che ci è stato raccontato in altri film, a partire dal caposaldo Ricomincio da capo, passando per Edge of Tomorrow, qualche commedia teen minore, anche Source Code (con diverso spessore) e pure la serie Russian Doll, rischiando così di provocare una prematura caduta di interesse nel lettore dell'articolo.
Ma così non deve essere, perché la materia viene ravvivata dal trattamento che ne fa Joe Carnahan, che anche scrive la sceneggiatura insieme a Chris e Eddie Borey, regista che ci ha intrattenuto con film come Smokin' Aces, il remake di A-Team, The Grey. Merito va dato anche agli attori scelti, con un Frank Grillo mai stato così cool (e in forma fisica), abbinato alla delicata ma determinata Naomi Watts, che se la deve vedere con il Boss malvagio del titolo, che è uno splendido Mel Gibson. Un cast che per una storia ipercinetica, fumettosa, iperbolica, violenta e sanguinaria non potrebbe essere migliore.
Ray è un ex soldato di forze speciali, che una volta fuori dalla violenza del suo lavoro non è stato capace di riciclarsi. Divenuto un rissoso fallitone alla deriva nei bar e nei letti altrui, ha perso l'amatissima moglie e il figlioletto. Mentre vanamente cerca di riavvicinarsi alla moglie, che è responsabile di un segretissimo progetto chiamato il Mandrino di Osiride, per conto di un misterioso riccone, finisce a sua totale insaputa in un loop temporale che lo porta ogni mattino a svegliarsi nel suo letto e a cominciare ad essere vittima di violentissimi attacchi omicidi da parte di un gruppetto di killer. Uccisione dopo uccisione, Roy che non è uno sprovveduto, comincia a capire dove tutto ha avuto origine, ma non come o perché.
