Tunic - prova
Il mondo videoludico è uno splendido arcobaleno dalle sfumature differenti. Alcuni giocatori preferiscono le tonalità sgargianti, talvolta esagerate, altri preferiscono le nuance pastello, tenui e delicate. Ebbene, anche i gusti sono ovviamente diversi, così come i prodotti che il mercato ci offre.
Tunic rientra in quella palette di colori terribilmente graziosa e che, con la sua eterea semplicità, conquista i nostri cuori senza troppi fronzoli. Maturare un pensiero simile dopo aver provato una demo significa già tanto; quest'ultima, tra l'altro, non va neanche di pari passo coi progressi attuali di sviluppo. Insomma, abbiamo scoperto un diamante più che grezzo e ci è già parso deliziosamente piacevole.
Una tenerissima volpe, protagonista del gioco, ci ha accompagnato per tutto il tempo nel totale e costante silenzio. Nella demo infatti non è presente alcun accenno alla storia, anzi, questo mondo misterioso è permeato da una lingua totalmente sconosciuta. Questa sfaccettatura, sebbene apparentemente tediosa per i maniaci del controllo, ha avuto una resa molto interessante.
