Solasta: Crown of the Magister - Recensione
Il successo della serie settimanale Critical Role, che vede un gruppo di doppiatori (famosi per ruoli celebri in videogiochi e serie animate) sedersi attorno ad un tavolo a giocare a Dungeons and Dragons, ha di certo sdoganato il famoso gioco di ruolo creato dalla mente di Gary Gygax nell'ormai preistorico 1974.
Un titolo che ora sembra non essere più relegato al ruolo di passatempo per nerd e perdenti (quadro dipinto perfettamente dalla serie Stranger Things), essendo divenuto qualcosa che è diventato di tendenza, tra persone normali e celebrità che ormai non hanno più paura di uscire allo scoperto, rivelando un amore per un gioco da tavolo che ha segnato l'infanzia per molti di noi.
Sembra quindi pazzesco che non siano stati creati più giochi basati su questo sistema, specialmente alla luce del successo globale che ha raggiunto grazie alla quinta edizione del set di regole, e con un Baldur's Gate III ancora lontano all'orizzonte. Ma per fortuna abbiamo avuto il piacere di provare Solasta: Crown of the Magister, realizzato dallo studio Tactical Adventures al debutto nell'universo videoludico.
