Sable - prova
Sable è il nuovo, evocativo open world e platform adventure realizzato da Shedwork, uno studio composto da sole due persone. Chi naviga l'oceano (in questo caso, i deserti) delle produzioni indipendenti è abituato a scoprire perle realizzate da team minuscoli, che con l'aiuto di pochi collaboratori, per lunghi anni, si cimentano nella realizzazione del proprio sogno.
Non stupisca quindi che Daniel Fineberg e Gregorios Kythreotis, al lavoro su questo progetto dal 2017, l'abbiano rimandato più volte fino a questo 2021, momento in cui confidenti sul risultato finale l'hanno presentato con decisione al Tribeca Film Festival e all'E3 di Los Angeles. I collaboratori si contano sulle dita di una mano: Raw Fury come publisher, Meg Jayant (sceneggiatrice di 80 Days) come co-autrice, Japanese Breakfast alle musiche (e lasciatevelo dire, non è poco).
Di fronte a quanto mostrato durante i suddetti show, c'era comunque il timore di trovarsi di fronte a un vuoto esercizio di stile, a un walking simulator sì bello da vedere, ma che cercasse di emulare Journey di Jenova Chen senza la stessa verve autoriale o anche soltanto un gameplay capace di reggere le eventuali passeggiate panoramiche. Di fatto, pad alla mano, il risultato invece è molto più convincente di quanto ci aspettassimo, complice una serie di sistemi che avvicinano l'esperienza a un The Legend of Zelda: The Wind Waker a tema desertico, tolto però il combattimento.
