King of Seas - recensione
Quello dei pirati è uno di quei temi che non invecchia mai, come i dinosauri e i robottoni. Nonostante questo, le produzioni di questo tipo apparse negli ultimi anni si contano sulle dita di una mano, tra un Sea of Thieves di Rare e l'ancora disperso Skull and Bones di Ubisoft. A queste possiamo aggiungere King of Seas, una produzione tutta italiana che porta la firma del team di 3DClouds.
L'incipit narrativo è abbastanza semplice. Dopo una movimentata battaglia tra i marinai e i pirati, questi ultimi ne sono usciti sconfitti e decimati, e per i mari di tutto il mondo, anche a distanza di secoli, sussiste ancora una situazione di pace, salvaguardata dal Regno dei Sette Mari. Noi giocatori vestiremo i panni di uno dei due figli del re, Lucky o Marylou, a seconda del sesso scelto all'inizio dell'avventura.
All'avvicinarsi della nostra maggiore età giunge così il momento di mettere in campo tutti gli insegnamenti ricevuti durante la crescita, e ci avventuriamo su un'imbarcazione per compiere alcune missioni insieme a diverse figure chiave del governo.
