Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Griftlands - recensione

Dopo essersi cimentati con i beat 'em up a scorrimento (Shank), gli action-stealth (Mark of the Ninja), gli strategici a turni (Invisible Inc.) e i survival a tinte horror (Don't Starve), i canadesi di Klei Entertainment imboccano una strada tutta nuova e a dir la verità non troppo battuta, quella dei card game con meccaniche roguelike.



L'ambizione è di ottenere gli stessi ottimi risultati dei giochi appena citati e confermarsi, quindi, come uno dei team di sviluppo più versatili del panorama indipendente.



Nonostante l'estrema particolarità delle meccaniche di gioco, Klei ha scelto comunque di non rinunciare alla componente narrativa e infatti Griftlands può vantare una trama discretamente articolata anche se non particolarmente originale. Il gioco è ambientato in un mondo che sembra nato dall'accoppiamento dimensionale tra il vecchio west e la fantascienza in stile Lucas. Il gameplay invece trae chiara ispirazione delle meccaniche deck-builder roguelike apprezzate nell'ottimo Slay The Spyre, seppure con qualche interessante bit di originalità.



Leggi altro...

Continua la lettura su www.eurogamer.it

7 luglio 2021 alle 10:10