Samurai Warriors 5 - recensione
Qualche mese fa abbiamo avuto la possibilità di parlarvi in anteprima Samurai Warriors 5, il nuovo musou di Omega Force e Koei Tecmo che tanto ha fatto discutere (e preoccupare) i fan di vecchia data del genere e dei Warriors dedicati agli eroi storici della cultura nipponica.
Il motivo è presto detto: il titolo è stato concepito come vero e proprio reboot della saga, con una trama originale, character design dei personaggi rivisitato e uno stile grafico diverso da quanto visto nei giochi precedenti, ovvero un cel-shading ispirato allo stile di pittura tradizionale nipponico.
La nuova estetica ci è parsa azzeccata e anche molto elegante, pur mantenendo viva l'anima kitsch di molte armi e armature; tuttavia, è comprensibile la preoccupazione e il fastidio provati dai fan più navigati, che si sono trovati davanti molti personaggi a loro cari con un aspetto, in alcuni casi, talmente diverso da risultare pressocchè irriconoscibili. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di "preoccupazione": rispetto al titolo precedente, Samurai Warriors 5 presenta un minor numero di personaggi giocabili: 27 principali e 10 di "supporto", praticamente la metà di quanto visto in Samurai Warriors 4.
