Tormented Souls - recensione
Belli i survival horror di una volta. Quelli con le telecamere fisse che te la facevano fare sotto ad ogni inquadratura, con gli enigmi a base di medaglioni e oggetti da combinare, le medicine curative e le stanze con la musica rilassante che ti facevano tirare il fiato almeno per dieci secondi.
Capcom però è cattiva (mai quanto Konami comunque) e da quell'orecchio non ci sente più. Si ostina a proporre nuovi capitoli della sua saga più celebre modificando praticamente tutto... che peccato.
Per fortuna che in giro ci sono ancora sviluppatori che hanno il cuore di guardare al passato e il coraggio di proporre i giochi "di paura" come si faceva una volta.
