Big Rumble Boxing: Creed Champions - recensione
Sono ormai lontani, lontanissimi i tempi in cui gli appassionati di giochi di boxe potevano godere di periodi da "vacche grasse", scegliendo tra esperienze pseudo-simulative come Knockout Kings/Fight Night ed esperienze molto meno seriose che trovavano il loro zenit nel divertente Ready 2 Rumble. Da allora il vuoto, o quasi. Fatta eccezione per il discreto Creed: Rise to Glory, che era tuttavia pensato unicamente per il VR, i fan della nobile arte sono rimasti praticamente a bocca asciutta. Dagli stessi sviluppatori arriva ora Big Rumble Boxing: Creed Champions, nuovo titolo spiccatamente arcadeche ancora una volta porta con sé la pesante licenza dei film appartenenti al filone di Rocky.
Si parte subito bene, la prima schermata che raccoglie le modalità di gioco ha in sottofondo il leggendario "Eye of the Tiger" dei Survivor, un pezzo talmente iconico e potente da costringere chi lo ascolta ad uscire di casa per acquistare un quarto di bue da appendere al muro e tempestare di colpi. Passata l'esaltazione del momento ci si trova di fronte ad un set di opzioni abbastanza classico. La modalità Arcade offre una storia diversa per ogni personaggio, che ripercorre la sua carriera alternando dialoghi, allenamenti e match.
Bisogna ammettere che il team Survios ha fatto un discreto sforzo per cercare di differenziare i "percorsi" dei vari protagonisti, modificando soprattutto i dialoghi in modo da renderli attinenti alle conoscenze cinematografiche che il pubblico ha di loro. Ovviamente non sempre ha funzionato perché ad esempio di personaggi come Clubber Lang ne sappiamo davvero poco... e allora hanno dovuto andare di fantasia per dare un filo conduttore alla storia.
