Lost At Sea – Recensione
Un'isola sperduta nel mezzo dell'oceano, una barca e una tempesta in arrivo. Inizia così la nostra recensione di Lost At Sea, un titolo in prima persona che racconta la storia di una vita, nei suoi alti e bassi. Lo farà attraverso le fasi principali che vanno a costituire l'esistenza di ogni persona. Si tratta un prodotto di Studio Fizbin che ci porta in un ambiente solitario e ci obbligherà a riflettere sul passato.
Persa, al mare
“La vita è ciò che ti accade mentre sei tutto intento a fare altro” – John Lennon
Con questa frase saremo introdotti in Lost At Sea. Ci troveremo in una specie di barca, in mezzo al mare e nei paraggi di un'isola con davanti una imminente tempesta, che si rivelerà poi la concretizzazione delle nostre paure, mentre questa ci viene incontro. Paure che dovremo sconfiggere e tenere a bada per poter proseguire. Fatto questo, approderemo sulla spiaggia e da lì inizierà il nostro viaggio nella memoria.

Le quattro fasi della vita
Lost At Sea racconta la storia di Anna, una donna che in tarda età si ritrova da sola. Per poter vivere appieno il suo futuro dovrà prima fare i conti con il suo passato. Ricostruiremo i suoi ricordi grazie agli oggetti e agli enigmi che troveremo sull'isola continuando a chiederci: “Ho fatto la cosa giusta?”
Infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia, queste sono le quattro macro categorie all'interno delle quali esploreremo i nostri ricordi. Narrato da Anna stessa, ogni oggetto avrà un relativo episodio da raccontare. Ogni memoria racconta un pezzettino delle vicende che hanno segnato la sua esistenza, tra alti e bassi, lutti e successi. Ogni area avrà una sua identità e quattro oggetti da trovare, mediante una bussola, e ottenere dopo la risoluzione di un piccolo enigma.
La generale facilità di questi ultimi consente di non perdersi troppo in dettagli trascurabili ma di rimanere focalizzati sulla storia. Raccolti i quattro oggetti potremo far ritorno all'hub relativo alla fase della vita e, posizionandoli al loro posto, sbloccare il relativo ricordo. Questi saranno narrati in prima persona da Anna con dei disegni realizzati a mano di grande impatto grafico.
Alzati e cammina, ma attenta alle spalle
Essendo un titolo basato sulla narrazione, il gameplay è minimo. Si tratta di un walking simulator, avremo solo possibilità di saltare, accucciarci e correre, oltre che interagire con gli oggetti. Quello che è più importante, però, è l'immersività che il gioco riesce a trasmettere, portandoci idealmente su un'altra dimensione e facendoci calare nelle vesti di Anna. Affronteremo i lutti della vita, gli episodi e le scelte obbligate, mentre una presenza continua a inseguirci. Si tratta di una sfera violacea che fa annerire il cielo, udire delle voci inquietanti mentre cerca di avere la meglio su di noi. Sono le nostre paure, che ci inseguono e vogliono portare via la nostra sanità mentale. Potremo scegliere di fuggire e raggiungere un punto sicuro oppure potremo affrontarle e mandarle via, per il momento. Torneranno, questo è poco ma sicuro, ma avremo un po' di respiro.

A volte è meglio girare la testa
Graficamente Lost At Sea è decisamente agrodolce. Da un lato avremo l'ambiente principale di gioco, l'isola, che risulta fin troppo trascurata e trasandata. Probabilmente si tratta di una voluta scelta stilistica, è indubbio che la superficie sia molto estesa e ricca di diversità come rocce, foreste, laghi, vari veicoli, cascate e via dicendo, ma ci è sembrata troppo approssimativa. In alcuni momenti di variazione delle luci ambientali i colori diventano troppo saturi, fastidiosi, andando a eliminare ogni dettaglio dalle superfici e rendendo difficoltoso l'orientamento.
Questo va a cozzare con la bellezza degli schizzi con cui vengono narrati i ricordi, i quali risultano carichi di personalità e di impegno nella loro realizzazione. A livello sonoro il gioco è immersivo, molti sono i suoni ambientali e soprattutto la comparsa della paura è decisamente da pelle d'oca. Pur avendo provato la versione PlayStation 5, nessun tipo di funzionalità è stata sfruttata per il DualSense.

Trofeisticamente parlando: una passeggiata al mare
Lost At Sea ha una lista trofei composta da sole ventitré coppe, divise in diciassette d'argento, cinque d'oro e un platino. Sono tutte collegate a specifici momenti della narrazione. Vi basterà quindi esplorare tutta l'isola con l'aiuto della bussola, recuperare tutti i manufatti e riportarli al loro posto. Nulla di difficile, solo una passeggiata di salute.
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