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Kursk – Recensione Speedrun

Nato con l'intento di fungere da videogioco e documentario al tempo stesso, Kursk, già noto ai videogiocatori su PC, è arrivato su console all'inizio di questo mese. Quella del sottomarino russo classe Oscar II è stata una delle più grandi tragedie accadute nel nuovo millennio. I videogiocatori più giovani non la ricorderanno affatto, mentre i più grandi proveranno sensazioni contrastanti pensando a un videogioco basato su quell'evento.



Niente complotti, ma…



Il K-141 Kursk era uno dei sottomarini tecnologicamente più avanzati della marina militare russa. Il 12 agosto del 2000, durante una esercitazione, affondò nel mare di Barents presumibilmente per un guasto ai siluri che causò due esplosioni. Inutili furono i tentativi di salvataggio da parte dei russi e, successivamente, dei norvegesi. Gran parte dell'equipaggio morì in breve tempo, mentre alcuni membri riuscirono a rifugiarsi a prua, in attesa di soccorsi mai arrivati.



Per permetterci di entrare in prima persona nel Kursk, gli sviluppatori si sono inventati una sottotrama che ci vede impersonare una spia sotto copertura incaricata di rubare informazioni sensibili. Una piccola forzatura che ha senso, sì, ma che non suscita particolari emozioni.



Emozioni? Poche



Nei panni della spia la storia ci porterà a visitare diversi luoghi, tra cui Mosca e Vidyayevo prima di imbarcarci nel Kursk che ovviamente sarà il teatro principale degli eventi narrati. Dal punto di vista meramente ludico, purtroppo, l'offerta è misera: le circa quattro ore di gameplay saranno per la maggior parte un continuo e noioso andirivieni fra i ponti del sottomarino. Guidati dal nostro PDA, cercheremo di guadagnarci la simpatia dell'equipaggio, scassineremo porte e casseforti in cerca di documenti sensibili e potremo perfino essere scoperti – ma ciò porterà solo a un generico game over. Pur essendo un titolo breve, già dopo la prima ora di gioco avvertirete la sensazione di averne abbastanza, poiché l'esperienza verrà appesantita, oltre che dalla narrazione piatta, da un comparto tecnico abbastanza mediocre.



Tecnicamente dimenticabile



Sia chiaro, il Kursk è davvero ben fatto; dai dettagli sparsi in ogni singolo ponte del sottomarino ci siamo accorti della grande cura riposta dagli sviluppatori nel riprodurlo. Il prodotto, però, oltre ad avere una grafica poco al passo con i tempi, presenta lunghe animazioni quando si interagisce con qualsiasi oggetto che complicano ancora di più la fruizione del titolo. A condire il tutto, poi, si aggiunge anche una discreta quantità di rallentamenti. La nota positiva è che interfaccia e sottotitoli sono tradotti completamente in lingua italiana.



Trofeisticamente parlando: un vero Marine



Kursk mette a disposizione un bel po' di coppe da conquistare, fra cui quelle legate ai collezionabili e ai finali alternativi. Molte le otterete automaticamente durante l'avventura e altre vi costringeranno a nuove run. Ma siete davvero sicuri di volerlo rigiocare? L'elenco trofei è disponibile sul nostro forum.




L'articolo Kursk – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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27 settembre 2021 alle 10:00