Sakura Swim Club – Recensione Speedrun
Abbiamo messo un costume attillato per una recensione Speedrun di Sakura Swim Club, ultima fatica di Gamuzumi. Un'altra visual novel ecchi con tanti motivi per mostrare ragazze in abiti succinti e situazioni equivoche. Immergiamoci!
Acque torbide
Dopo aver messo mano ad alcune delle visual novel di Gamuzumi, possiamo delineare senza troppa fatica la base di partenza. Le opere seguono tendenzialmente le vicende di un ragazzo normale, che si trova circondato da donne. Dating Life in realtà differisce per protagonista, ma lo scheletro è sempre uguale. Queste fanciulle, ovviamente molto procaci, proveranno un'attrazione morbosa per il protagonista, finendo più e più volte in situazioni al limite del pornografico.
Con questa infarinatura bene in mente ci lanciamo in Sakura Swim Club, gioco che racconta la storia del giovane Kaede, definito “il ragazzo nella media”. Il nostro Medio man si trasferisce in una nuova scuola e, finito per caso nel club di nuoto, incontra due procaci ragazze che si invaghiranno di lui. Vi ricorda qualcosa? Ebbene, sappiate che l'infatuazione delle giovani porterà questo trio in situazioni al limite del pornografico, con scene piccanti che mostrano le grazie delle donzelle.
Hai scelto molto saggiamente
Sakura Swim Club, senza svelarvi ulteriori dettagli sulla prevedibilissima trama, è una visual novel di stampo classico. Tanti dialoghi a schermo accompagnati da immagini statiche delle ragazze, realizzati in stile manga. Al giocatore viene ovviamente lasciata la possibilità di decidere del suo destino, scegliendo una di due opzioni in certi punti della storia.
Dopo un paio di playthrough, però, le scelte sembrano sostanzialmente ininfluenti, dato che i tasselli chiave della trama andranno comunque al loro posto. Ad animare l'intero gioco ci pensano le immagini ecchi, anch'esse statiche ma piene di dettagli e spesso molto spinte, con ragazze legate solo da nastri per pacchi oppure pronte a mostrarsi in costumi da coniglietta e simili. Niente che non si possa trovare nella stragrande maggioranza dei manga, ma comunque una scelta apprezzabile considerata anche la qualità dei disegni (molto più alta di quella vista in altre opere di Gamuzumi). Ultimo accenno per la colonna sonora, stantia e a tratti esageratamente invadente. Nonostante questo l'intera opera, completabile in un paio d'ore stiracchiate, non viene mai eccessivamente a noia.
Trofeisticamente parlando: coppa bagnata, coppa fortunata
Il team di Gamuzumi ci ha abituato a trofei di Platino ottenibili in una decina di minuti. Sakura Swim Club non fa assolutamente eccezione: è sufficiente impostare lo skip dei dialoghi automatico e la velocità massima. Così facendo si potranno saltare tutte le scritte, puntando dritti alle coppe e ottenendo il Platino tra il dolce e il caffè.
L'articolo Sakura Swim Club – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.
