Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin - prova
Sembra passata un'eternità dall'E3 2021, dalla conferenza Square-Enix che ha rivelato al mondo Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin, lanciando nell'etere il più assurdo meme videoludico dell'anno. In occasione della prima demo, questo giugno, abbiamo parlato di quanto il tema della lotta contro Chaos fosse stato banalizzato e del design dei Guerrieri della Luce, troppo contemporaneo e fuori luogo rispetto agli scenari fiabeschi del materiale originale. Infatti, abbiamo anche esplorato la mitologia dei cristalli di Final Fantasy I, capolavoro di Hironobu Sakaguchi su cui si basa questa riscrittura moderna firmata Tetsuya Nomura e Kazushige Nojima.
Il gameplay, tra l'action RPG e il soulslike, è dei Team Ninja, padri di Ninja Gaiden e Nioh. Tra gli elementi tecnici che non ci avevano convinto, oltre al comparto estetico, avevamo evidenziato un'intelligenza artificiale nient'affatto reattiva, una linearità monotona del level design, una risoluzione embrionale e l'eccessivo disordine nella presentazione delle meccaniche (complesse e intricate). A soddisfarci il sistema delle classi e lo scontro adrenalinico con Garland, boss storico della saga di Final Fantasy, da non prendere sottogamba.
