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ISLANDERS – Recensione

In un periodo di rientri dalle ferie, la recensione di ISLANDERS ci trasporta su fantastiche isole deserte. Il titolo di GrizzlyGames, dopo il rodaggio su PC, sbarca finalmente anche su PlayStation 4. Piedi nell'acqua, costume da bagno e siamo pronti a dedicarci alle costruzioni.



Re dell'isola



Inutile negarlo, noi di PlayStationBit abbiamo un legame particolare con i ragazzi di GrizzlyGames. Per quanto il loro nome faccia pensare all'enorme orso bruno americano, questo team si è rivelato decisamente amichevole. L'intervista che ci hanno concesso ha infatti svelato, in parte, cosa ci saremmo dovuti aspettare da ISLANDERS, un gestionale rilassato adatto a ogni tipo di giocatore.



Il primo impatto è esattamente questo: senza alcun tipo di preambolo, una volta avviato il gioco, si viene introdotti allo stesso da un breve tutorial. Qui viene spiegato a grandi linee come si potranno creare delle vere e proprie metropoli su una serie di isole generate casualmente.



Nessu limite di tempo, nessuna catastrofe improvvisa e soprattutto nessuna riserva di denaro da gestire. ISLANDERS è un gioco che non vuole mettere alcun tipo di limite alla creatività del giocatore, libero di edificare senza sosta e di passare da un'isola all'altra. I giocatori più competitivi, comunque, possono stare tranquilli: i ragazzi di GrizzlyGames hanno anche inserito un certo coefficiente di sfida.



Il guardiano del faro



Le meccaniche alla base di ISLANDERS sono estremamente semplici, perfette anche per chi si avvicina per la prima volta al genere dei gestionali. Su una serie di isole generate in maniera procedurale il giocatore è chiamato a piazzare una serie di edifici di vario tipo, in grado di fornire punti in base alla posizione.



Inizialmente si avrà accesso solo a strutture molto semplici, come segherie e piantagioni di alghe. Salendo di punteggio si inizieranno a sbloccare edifici più complessi, come case, fabbriche e molto altro ancora. La posizione scelta è fondamentale: ogni costruzione genera punti in base a specifici fattori, indicati al momento del piazzamento. I taglialegna ad esempio generano un punto per ogni albero nel raggio d'azione, le fontane saranno più vantaggiose se collocate nei pressi di grandi agglomerati urbani e così via.



La gestione dell'isola avviene in maniera molto semplice e immediata: la levetta sinistra è affidata allo spostamento della visuale, quella destra al movimento del cursore. I grilletti dorsali sono dedicati alla rotazione, mentre le frecce allo zoom e alla scelta delle strutture da piazzare. Sfortunatamente la pecca di questa gestione è l'impossibilità di spostare edifici già collocati sulla nostra mappa, anche se questo elemento rispecchia la natura mordi e fuggi di ISLANDERS.




Viaggiatore solitario



Nella descrizione delle meccaniche di ISLANDERS manca un elemento fondamentale: la sfida. Per come l'abbiamo raccontato fino a qui, infatti, il titolo di GrizzlyGames sembra essere solo un'enorme serie di mappe casuali in cui costruire fino alla noia sulle isole. Questo è vero solo in parte: ISLANDERS include infatti una modalità chiamata Sandbox in cui si può gestire isole senza l'ansia di cronometri e punteggi.



Il cuore del titolo però è la modalità Competitiva: qui infatti è rispettare i criteri di costruzione e tentare di ottenere più punti possibile. Il raggiungimento di certe soglie consente di accedere a un nuovo gruppo di strutture, che potrà essere scelto tra due opzioni casuali offerte al giocatore. Superato un determinato livello diventa poi possibile trasferirsi su una nuova isola, sempre generata casualmente, mantenendo il punteggio invariato ma con ovviamente nuovi spazi da colonizzare.



Gli architetti meno abili potrebbero però ritrovarsi senza più strutture disponibili alla costruzione e impossibilitati a raggiungere il successivo sbarramento di punteggio. Questo evento causa il game over e obbliga a ripartire da zero e rappresenta il modo in cui ISLANDERS punisce i giocatori meno abili nella progettazione. Fortunatamente, ricominciare da zero non è un evento così drammatico come in altri gestionali ed è risulta essere la vera forza di ISLANDERS. In una mezz'ora si riesce infatti a creare un regno, a perderlo e a ripartire, cosa impossibile con qualsiasi altro titolo in commercio appartenente a questo genere.



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Guarda che mare



Lo stile di ISLANDERS attinge a piene mani dalla precedente opera di GrizzlyGames, Superflight. Le isole sono molto semplici ma ricche di colore, con una varietà incredibile di stili. In pochi istanti si passa ad esempio da un lussureggiante e verde arcipelago a una distesa brulla di sabbia e rocce, in cui sfruttare ogni spiraglio per piazzare campi e case.



Lo stile minimalista si riflette sulle strutture, molto semplici ma di gran qualità. Piccoli effetti, come le pale del mulino che girano, rendono ogni isola incredibilmente viva. In tutto questo non si sente minimamente l'assenza di persone che vagano sui nostri paradisi terrestri, altri pregio di un gestionale che sacrifica alcuni dei canoni tipici del genere senza però snaturarsi.



Decisamente d'impatto la colonna sonora, ma non tanto per il ritmo dei brani quanto per la loro semplicità e soavità. Da un titolo che promette partite rilassate in cui costruire senza pensieri, non ci saremmo aspettati nulla di diverso. Ultimo accenno per la longevità: detto che le partite possono durare da pochi minuti a qualche mezz'ora, ISLANDERS offre una rigiocabilità elevatissima.



Anche così, però, vista l'assenza di opzioni aggiuntive oltre alla modalità Sandbox e Competitiva, la noia è dietro l'angolo. Gestire le isole per lunghe sessioni di gioco potrebbe rapidamente portare alla monotonia, vista anche la presenza di un numero non esagerato (ma comunque buono) di strutture da costruire.



Trofeisticamente parlando: Cup Island



La lista trofei di ISLANDERS è una vera gioia per tutti i cacciatori. Le ventisette coppe di cui è composta richiedono semplicemente di giocare assiduamente in modalità Competitiva, cercando di ottenere il punteggio più alto e proseguire il più possibile con le isole. Gli unici due trofei che potrebbero causare problemi sono quelli legati alle speedrun nelle prime due isole. Niente comunque che non si possa superare con un minimo di esperienza.




L'articolo ISLANDERS – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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3 ottobre 2021 alle 17:10

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