Green Hell – Recensione
In questa recensione vi parleremo di Green Hell, il primo gioco sviluppato dall'ambizioso studio polacco Creepy Jar. Pronti per addentrarvi nella pericolosa foresta amazzonica e lottare per la vostra vita?
Nel cuore dell'Amazzonia
La storia ha luogo nella foresta brasiliana. Due ricercatori, Jake Higgins e sua moglie Mia, si sono recati lì per studiare e scoprire i segreti di una tribù locale: gli Yabahuaca.
Mentre Mia decide di vivere con gli indigeni in modo da entrare a far parte della loro tribù e apprendere i segreti della loro cultura, Jake resta nel suo accampamento a condurre ricerche sulla flora e fauna della foresta. Un giorno, però, Mia allerta il marito di un pericolo. La comunicazione radio viene interrotta bruscamente e Jake si ritrova a dover fuggire per aver salva la vita. Dopo esser caduto in un burrone e aver perso i sensi, l'uomo dovrà cercare sua moglie e scoprire cos'è successo.
Nonostante il fulcro di Green Hell sia senza ombra di dubbio il gameplay, Creepy Jar stupisce per la cura e l'amore profuso nel metter su un comparto narrativo degno di nota. La storia punta a fornire molto più di un semplice pretesto per le azioni del giocatore; infatti, man mano che esploreremo il mondo di gioco, faremo luce sul passato di Jake e sul motivo della sua spedizione in Brasile, rivelando una storia profondamente toccante.
Sbagliando si impara
Se amate i giochi di sopravvivenza non rimarrete delusi da ciò che Green Hell ha da offrire. L'obiettivo del team è quello di farci vivere un'esperienza quasi verosimile e per questo motivo le prime ore di gioco risulteranno ostiche, specie per i giocatori meno abituati al genere.
All'inizio, ovviamente, ci ritroveremo sprovvisti di qualsiasi cosa. Non avremo armi né scorte di cibo e nemmeno una borraccia contenente acqua pulita. Fatto salvo per alcune conoscenze basilari annotate nel diario di Jake, Creepy Jar lascia a noi l'arduo compito di capire come sopravvivere. Questa svantaggiosa condizione iniziale è quella che ci darà parecchi grattacapi, nonché numerosi Game Over.
La scelta di un approccio trial-and-error dà una parvenza di realismo, ma può risultare snervante per i giocatori meno esperti e meno pazienti a causa di un pessimo bilanciamento della difficoltà. Infatti, pur selezionando la difficoltà Normale, si rischia di non avere a disposizione risorse a sufficienza non perché non si è in grado di gestirle, ma perché esse appaiono raramente. O non appaiono affatto. Può capitare, quindi, di non trovare i materiali per realizzare un'arma o le piante per una medicazione o ancora del cibo commestibile, mandando il giocatore incontro a un game over forzato.

I numerosi fattori della sopravvivenza
A rendere le cose più impegnative – o emozionanti, a seconda dei casi – ci sono altri fattori di cui tener conto. La salute psico-fisica di Jake, ad esempio. Nella parte in basso a sinistra dello schermo vedremo tre indicatori: la silhouette indica la salute mentale, la barra accanto al segno croce indica la salute fisica e quella sottostante indica sia la resistenza, che il livello di stanchezza.
Ciascun indicatore pone una sfida, ovviamente. La resistenza fisica calerà correndo o usando le armi per abbattere alberi e animali e una volta esaurita, Jake crollerà dal sonno. L'indicatore della salute dipende da più fattori, invece, tra cui la fame, la sete e la presenza di ferite o malattie. Il morso di un serpente, per esempio, espone Jake a malattie e queste ne riducono la salute portandolo alla morte.
Quanto alla salute mentale, questo indicatore non diminuirà tanto velocemente quanto gli altri. A meno che non mangiate una rana velenosa o della carne umana! Non bisogna comunque sottovalutarlo, perché una volta entrato in paranoia Jake avrà delle allucinazioni che possono causare il game over.
Ultimo ma non meno importante è l'indicatore dei macroelementi, che Jake potrà visualizzare grazie al suo smartwatch. Questo utilissimo strumento permette di tener traccia dei fabbisogni alimentari, mostrandoci quale tipologia di cibo dovremo cacciare per mantenerlo in forze.
Chi fa da sé fa per tre
Il soggiorno nella giungla si rivelerà abbastanza lungo e per questo motivo, al fine di garantire un certo benessere al nostro avatar ed evitare che impazzisca, sarà necessario realizzare una serie di oggetti che vanno dalle armi ai rifugi e tutto il necessario per vivere nella natura.
Nel diario di Jake sarà possibile trovare numerose voci relative alla creazione di questi ultimi; dopodiché, basterà cliccare sul disegno, posizionare il modello nel luogo desiderato e raccogliere il materiale indicato. Questa procedura ha però un grosso difetto: per poter realizzare una struttura, Jake dovrà prima venirne a conoscenza e annotarla nel diario. Questo significa che per poter realizzare un estrattore, per esempio, dovremo prima trovarne uno nella giungla.
Se invece stiamo tentando di realizzare un'arma o una medicazione, il discorso cambia. In tal caso, basterà mettere insieme gli oggetti necessari e il comando “Crea” apparirà. Combinando oggetti e cibi diversi potremmo avere fortuna e creare qualcosa di utile sin dai primi minuti di gioco!
Allenandoci continuamente nella creazione di armi e rifugi avremo accesso anche ad altre tipologie di caratteristiche che rendono il gameplay ancor più entusiasmante. Per esempio, si potrà andare a pesca, a caccia e successivamente potremo anche cucinare quella selvaggina.
Un'altra caratteristica originale e interessante è senza ombra di dubbio la modalità Diagnosi, con cui potremo identificare e curare eventuali ferite. Ogni qualvolta una piccola lente di ingrandimento apparirà sopra la barra della salute, dovremo ispezionare braccia e gambe di Jake per individuare sfoghi cutanei, sanguisughe, vermi o ferite ed applicare il rimedio adatto.

Nella giungla dovrai stare finché le Sfide non vedrai completate
Una volta terminata la storia potremmo sentirci come se non avessimo vissuto abbastanza quest'avventura. Quindi, per andare incontro a quei giocatori che cercano un di più, Creepy Jar offre una modalità Sopravvivenza e una modalità Sfida.
La modalità Sopravvivenza ricalca la modalità Storia, senza però porre un obiettivo che porti a termine l'esperienza. Potremo, quindi, rilassarci e sfruttare questa modalità per sbloccare qualche trofeo.
La modalità Sfida, invece, è stata pensata per mettere alla prova i giocatori attraverso una serie dei compiti da portare a termine entro la scadenza indicata. Quest'ultima modalità è sicuramente quella più interessante, poiché il giocatore avrà un lasso di tempo di quattro giorni per portare a termine le varie richieste degli sviluppatori. Tuttavia, è anche la più impegnativa per via della casualità, fattore che rende difficile portare a termine determinate richieste.
Tecnicamente imperfetto
Dal punto di vista grafico il gioco non è affatto deludente; anzi, sfrutta appieno la potenza grafica della console, tanto che spesso capita di sentire il fastidioso ronzio della PlayStation 4 sotto sforzo. Purtroppo, però, questa grossa richiesta di risorse comporta anche un lento caricamento delle texture, dei cali di frame improvvisi e la presenza di lag.
Da tutti questi elementi risulta evidente che Green Hell è stato pensato originariamente per computer, soprattutto quando si dà uno sguardo alla mappatura dei comandi. Il touchpad, per esempio, è predisposto per avere accesso al menù, che apriremo spesso per leggere gli appunti di Jake o esaminare le ferite. A lungo andare, però, questa scelta risulterà scomoda, soprattutto a causa dei lag che ci porteranno a selezionare un'opzione rispetto a un'altra.
Ancor più scomodo, invece, è l'uso delle levette analogiche per lo spostamento di oggetti nell'inventario o per la rimozione delle sanguisughe in modalità Diagnosi. Le levette, contrariamente al mouse, non offrono la stessa precisione e quindi richiedono più tempo nel completamento di un'operazione.

Trofeisticamente parlando: paradiso verde
Ottenere il trofeo di Platino sarà impegnativo per svariati motivi. Al giocatore è richiesto di rigiocare Green Hell alle difficoltà massime e completare le varie sfide lanciate dagli sviluppatori, come sopravvivere un certo numero di giorni mangiando solamente funghi e frutti oppure senza uccidere animali ed esseri umani.
Ad esse si aggiungono altri tipi di trofei che richiedono di portare al massimo delle abilità, sbloccare un determinato numero di luoghi sulla mappa o di ottenere determinati oggetti per sbloccare il finale migliore. Insomma, un platino non facile e che richiederà parecchio tempo… oltre che pazienza! L'elenco trofei lo trovate sul forum di PlayStationBit.
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