Disaster Report 4: Summer Memories – Recensione
Disaster Report è una serie di videogiochi giapponesi che narra i momenti immediatamente successivi a una catastrofe naturale. Il nostro protagonista cercherà di salvare se stesso e altre persone in un'avventura dinamica, ricca di esplorazione e dialoghi a scelta multipla. L'ultimo capitolo realizzato da Granzella, software house che abbiamo imparato ad apprezzare grazie ai lavori dedicati alla saga di R-Type, ci porterà ancora una volta in una metropoli sconosciuta del Giappone, dove nei panni di un tizio qualunque, ci ritroveremo dinanzi a un fortissimo terremoto che spazzerà via tutto quello che si troverà davanti. Negli anni passati la serie di Disaster Report non ha mai brillato per comparto tecnico e gameplay, pur portando con sé alcune idee molto interessanti. Che questo quarto capitolo possa sancire un punto di rottura con il passato? Scopritelo nella nostra recensione!
Il tizio qualunque
A inizio gioco dovremo scegliere le fattezze del nostro personaggio. Colore della pelle, sesso, acconciatura e via dicendo, per poi avviare la partita e ritrovarci all'interno di un autobus senza conoscere assolutamente nulla. La trama verrà delineata pian piano con il passare delle ore, dove scopriremo molto di più sul passato, presente e futuro del nostro protagonista. Durante il nostro tragitto in autobus un violento terremoto squarcia la terra e le urla dei residenti di una fittizia città Giapponese riecheggiano nell'aria. L'apocalisse sembra essere arrivata e una tranquilla giornata estiva diventa immediatamente un incubo.
Un disastro annunciato
Il gameplay di Disaster Report 4: Summer Memories (da adesso in poi solo Disaster Report 4), come nei vecchi episodi è basato prettamente sull'esplorazione a piedi o con qualche mezzo di trasporto. Non ci saranno combattimenti o sparatorie e il nostro obiettivo sarà quello di tornare a casa sani e salvi aiutando quante più persone possibili. Avremo a disposizione una mappa che ci mostrerà soltanto i punti più importanti della città e una inutile bussola con cui dovremo cercare di orientarci quando andremo a zonzo quà e là senza conoscere il nostro obiettivo. Il primo difetto quindi è l'esplorazione, meccanica su cui il gioco si basa.

Come detto precedentemente ci ritroveremo molto spesso a girare per la città senza conoscere la nostra meta e alcuni eventi si attiveranno all'improvviso senza una componente logica, oppure parlando con determinati personaggi o compiendo determinate azioni. Ci siamo ritrovati tante volte a spostarci a destra e a manca con la speranza che si attivasse un dialogo o si aprisse qualche porta, senza ottenere risultati. Frustrante e assolutamente poco intuitivo. Un'altra dinamica su cui si basa il gameplay, insistendo incessantemente, sono le risposte multiple durante i dialoghi. Idea molto interessante ma forse fin troppo utilizzata. Le risposte multiple ci consentiranno di personalizzare al massimo la nostra esperienza di gioco, il che è un bene, ma dopo la prima mezz'ora già quasi non ne potevamo più. Le richieste sono state fin troppo invadenti i dialoghi tendevano a spezzarsi ogni cinque secondi. Un vero peccato.
Un comparto tecnico “early PlayStation 3”
Altra nota dolente di Disaster Report 4 è il comparto tecnico. Graficamente ci troviamo dinanzi a un gioco non vecchio, vecchissimo! Indietro con i tempi di due generazioni nonostante la realizzazione in Unreal Engine 4. Graficamente,infatti, ricorda i primi giochi usciti su PlayStation 3 e in alcuni frangenti addirittura nell'ultima fase di vita di PlayStation 2. Le animazioni sono stare realizzate in modo grossolano e i movimenti risultano essere legnosi e poco fluidi. Assenza totale invece delle animazioni facciali per il nostro protagonista che in qualunque circostanza non esprime nessun tipo di emozione, neanche dinanzi al crollo di un palazzo. Le ambientazioni sono spoglie e con pochissimi dettagli, le texture sono impastate e i cali di frame rate sono sporadici ma pur sempre presenti, risultato di una pessima ottimizzazione lato software. L'atmosfera generale di disastro invece ci è sembrata molto convincente – non non è una battuta. Persone smarrite alla ricerca dei propri cari, palazzi che crollano, auto lasciate a morire fanno sembrare gli attimi dopo la tragedia davvero realistici.

Tap, tap, tap, tap, tap, tap, tap…
Il comparto sonoro restituisce una buona sensazione di “panico”. Palazzi che crollano e persone che urlano spaventate sono molto credibili, il doppiaggio in giapponese è altalenante e durante le nostre esplorazioni non avremo nessuna colonna sonora ad accompagnarci. Una cosa che non abbiamo apprezzato assolutamente è il rumore dei passi. Può sembrare una sciocchezza ma in un contesto horror come i primi Resident Evil o Dino Crisis calzava benissimo, aumentando la sensazione di angoscia e la tensione generale, in Disaster Report 4 è solo frustrante. Cammineremo talmente tanto che il rumore dei passi a un certo punto inizierà a essere fin troppo fastidioso, senza darci neanche la possibilità di silenziarlo.
Trofeisticamente parlando: disaster platinum
Disaster Report 4 presenta quarantatré trofei divisi in un trofeo di Platino, sette ori, sei argento e ventinove bronzi. Alcuni saranno ottenibili proseguendo nella trama, altri saranno dedicati ai collezionabili e altri ancora saranno ottenibili svolgendo determinate azioni come per esempio percorrere quindicimila passi attorno alla città. L'elenco trofei lo trovate sul nostro forum.
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