Recompile – Recensione
Recompile è un gioco platform che strizza l'occhio ai puzzle games e agli shooter in terza persona, una miscellanea di tipologie che ormai è diventato un classico. Phigames è un piccolo studio con delle grandi ambizioni e, con Recompile, ha cercato di raggiungere la vetta della montagna dei giochi indie, presenti oggi nel panorama videoludico. Ce l'avrà fatta? Scopritelo nella nostra recensione.
Dov'è che l'ho già sentita questa?
L'IA Hypervisor, che controlla praticamente tutto nella struttura di ricerca che stiamo per visitare, diventa senziente e inizia a creare grossi problemi a chi vi abita. Nei panni di un programma hacker che cerca d'infiltrarsi nei meandri di questa imponente infrastruttura, il nostro compito sarà quello di riportarla alla normalità. La premessa narrativa di Recompile non è delle più originali ma viene comunque sviluppata in maniera avvincente.
Per conoscere la storia che ha portato Hypervisor all'indipendenza e alla rivolta, dovremo leggere i messaggi che gli abitanti del Mainframe hanno lasciato negli archivi digitali. Con questi spezzoni capiremo che la colpa, alla fine di tutto, è sempre degli uomini, ma, se volete sapere il perché, dovrete leggere voi stessi i dialoghi che riuscirete a raccogliere. Comunque, se possiamo darvi un consiglio, evitate di chiedere al vostro telefonino di fare troppe cose per voi, forse è meglio.

Salta ed esplora in questo grande mondo etereo
L'ambientazione di Recompile è l'interno di un computer, quindi estremamente futurista e cibernetica. Enormi blocchi di chip e condutture elettriche costituiranno il mondo da esplorare, e da cui dovremo scappare. Anche se stilisticamente semplice, questo sconfinato mondo digitale è in grado di trasmettere la sensazione di abbandono e decadimento in cui tutto versa da quando Hypervisor è andato in cortocircuito. I percorsi danneggiati o che, addirittura, crollano sotto i nostri piedi, la mancanza di energia e la necessità di riparazioni crea quell'atmosfera malinconica perfetta per la storia che Recompile narra. Inoltre, per i vecchi nostalgici come me, è elogiabile la citazione alle finestre del mitico sistema operativo MS-DOS in cui avviene la trasmissione delle varie comunicazioni con la nostra guida Janus.
Per ricostruire la storia della trasformazione del Mainframe visiteremo diversi ambienti e dovremo saltare sopra piattaforme di varie dimensioni. Ecco che ora iniziano i problemi: la fonte luminosa che ci permetterà di vedere la strada sarà il nostro stesso corpo. Quindi per compiere i precisi salti richiesti, dovremo avvicinarci al bordo della base di lancio, guardarci bene intorno e poi spiccare il balzo. Purtroppo questa operazione influisce negativamente sul ritmo di gioco, spezzandolo e rallentando tutta l'esplorazione. Inoltre nel terzo compartimento che visiteremo la sezione platform si farà davvero molto esigente, al limite del frustrante.
Nemici o amici?
Durante lo svolgimento del gioco acquisiremo potenziamenti di vario genere. Guadagneremo velocemente diverse armi che ci permetteranno di combattere i nemici presenti. Anche la fase del combattimento presenta alcune pecche, infatti ci sarà quasi impossibile muoverci per evitare il fuoco nemico. Come unica soluzione per restare vivi, ci troveremo a bersagliare gli avversari da lontano, proprio per evitare lo scontro diretto. Inoltre i tipi di nemici sono davvero pochi e anche il loro numero è piuttosto esiguo e non rappresenta una sfida appagante. Sono presenti anche dei boss di fine livello che saremo costretti a combattere utilizzando l'abilità che rallenta il tempo. Senza usare questa feature le boss fight si riveleranno davvero ostiche, se non addirittura impossibili. Oltre la metà dell'avventura sbloccheremo la possibilità di hackerare i nemici e saremo in grado di farli schierare dalla nostra parte. Peccato che, a questo punto della storia, il numero dei robot ostili sia bassissimo e questa abilità non si possa utilizzare con i boss.
Prima di questa interessante abilità, acquisiremo anche quella che ci permetterà di “ricompilare” le strutture energetiche presenti nel gioco. In pratica potremo deviare i flussi energetici in varie direzioni, e questo ci servirà per risolvere i semplici puzzle ambientali. L'idea è interessante, solo che non sempre sarà necessaria utilizzarla e spesso si farà prima attivando i tasti nel giusto ordine piuttosto che affidarsi al hacking.

Tecnicamente solido
Recompile è un gioco tecnicamente solido, il frame rate è sempre stabile e la precisione dei comandi lo rende impeccabile, anche il comparto sonoro è piacevole e adeguato agli ambienti che si incontrano. La storia anche se, come abbiamo già detto, non è estremamente originale risulta piacevole. Vogliamo però sottolinearvi che il gioco è tutto in inglese e quindi, per seguire le vicende descritte, dovrete conoscere bene la lingua britannica.
Peccato che il gameplay sia pieno di piccoli difetti e, sopratutto, che questi andranno a sommarsi e diventeranno uno bello grosso. Tutto ciò non permette di gustare il titolo come si dovrebbe. Forse i ragazzi di Phigames hanno puntato un po' troppo in alto e sono caduti in queste magagne che minano l'esperienza di gioco. È vero quel che si dice che a volte è meglio poco e fatto bene piuttosto che tanto ma male!
Trofeisticamente parlando: il platino serve per costruire i computer, non da collezionare
Recompile non presenta il tanto amato trofeo di Platino ma ha comunque venticinque coppe da conquistare. E, anche senza la coppa più preziosa, non sarà facile finire l'elenco di tutti gli obiettivi, quindi dovrete darvi da fare oltre a finire il gioco più volte.
L'articolo Recompile – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.
