One Hand Clapping – Recensione
Il team di Bad Dream Games alza la voce con One Hand Clapping, che abbiamo analizzato in una ricca recensione. Il titolo punta su un curioso mix tra platform e rhythm game, in cui utilizzare la propria voce per risolvere una serie di enigmi ambientali. Saremo riusciti a farci sentire?
Una voce nel silenzio
La trama di One Hand Clapping è semplice ma adatta allo stile del titolo. Nei panni di una piccola creatura umanoide, ci si trova a scappare dagli occhi giudicanti degli abitanti di Silent City. Come il nome lascia intendere, il paese non vede di buon occhio chi si lascia andare a gorgheggi, cosa che il nostro eroe adora.
Sfruttando la sua voce, il piccolo cantante riesce ad attivare una serie di meccanismi che gli consentono di darsi alla fuga e iniziare un viaggio musicale. Biomi incredibilmente colorati ricchi di personaggi bizzarri fanno da sfondo al peregrinare del protagonista, che imparerà a sfruttare al meglio la sua magica voce per superare gli ostacoli che gli si pareranno davanti.
Tutto questo, all'atto pratico, si traduce in un titolo che fa ovviamente della musica il punto focale. Prova ne è il fatto che non è possibile iniziare l'avventura senza prima aver collegato un microfono al proprio DualShock. Per far parlare e cantare il protagonista è infatti necessario utilizzare la propria voce, sfruttando diverse tonalità.
Uno, due, prova
One Hand Clapping dimostra fin da subito di essere un rhythm game non convenzionale. La necessità di affidarsi alla propria voce per interagire con l'ambiente offre quello spunto alla Singstar che non ci si aspetta. La maggior parte dei titoli basati sulla musica, come il divertente Songbird Symphony, richiedono un buon senso del ritmo per premere i tasti a tempo.
Il titolo di Bad Dream Games invece obbliga a comprendere come modulare la propria voce, creando enigmi ambientali complessi quanto basta e con una curva di difficoltà che aumenta dolcemente. Dapprima infatti verrà richiesto di usare la voce per muovere pedane e simili, salvo poi arrivare a meccaniche più complesse.
Il secondo mondo, ad esempio, introduce la possibilità di creare una linea volante modulata sulla propria tonalità di voce. Emettendo note alte si creano pedane alte, viceversa con toni bassi il livello scende. Queste meccaniche si integrano alla perfezione in un gameplay in cui non si combatte mai nel verso senso del termine. L'avventura è un susseguirsi di prove di difficoltà crescente, alternate da sfide più particolari, come prove d'intonazione create ad arte.
Il Pino Daniele di Silent City
Come detto, One Hand Clapping introduce man mano che si prosegue nell'avventura nuove meccaniche. Non essendo però molto longevo, il titolo di Bad Dream Games riesce a stare sempre con i piedi piantati per terra. Nelle cinque ore circa necessarie per portare a termine la campagna, capita spesso di utilizzare strumenti già collaudati, in prove magari più complicate o con qualche variabile.
Non stupisce quindi che le pedane modulabili con la voce oppure lo sblocco di congegni con particolari intonazioni siano il fulcro degli enigmi, che riescono comunque a stimolare la mente e soprattutto le corde vocali. Il più grande limite di One Hand Clapping, almeno dopo averlo testato a fondo, sembra proprio essere legato alle abilità del singolo giocatore. Chi è più avvezzo a cantare si troverà subito a suo agio, mentre chi non si lancia in serenate o concerti sotto la doccia farà molta fatica.
La necessità di fare una pausa durante le sessioni di gioco prende spesso il sopravvento, dato che l'ugola necessita spesso di essere idratata con qualche bel bicchiere d'acqua. Niente di drammatico, comunque, perché i checkpoint di One Hand Clapping sono ben strutturati. Se sentite il bisogno di staccare, potrete farlo in qualsiasi momento senza perdere i progressi fatti. La necessità di dare il massimo a livello di tonalità si riflette anche su quelle che abbiamo chiamato “boss battle”, ma che di fatto sono sfide tali e quali al già citato Singstar. Non temete comunque, nessun game over vi attende, solo la richiesta di riprovare ogni sessione fino a che non avrete successo.

Dal ghiaccio alle foreste
Uno degli aspetti più sorprendenti di One Hand Clapping è ovviamente il comparto audio. Dietro a un mondo placido, con colonne sonore tenui, si cela infatti la volontà del team di trasportare la voce del giocatore all'interno del titolo. In sottofondo è infatti facilmente udibile le proprie parole e la propria musica, che accompagna il nostro eroe durante l'intera avventura. Si tratta di una scelta coraggiosa, che rende il gioco ancora più avvolgente e coinvolgente.
Altrettanto di qualità è il comparto grafico, con mondi coloratissimi e pieni di buffi personaggi. Il primo contrasto tra la grigia città di Silent City e lo sgargiante tempio in cui ci trasporta uno strano gufo antropomorfo è davvero mozzafiato. Questo elemento sorpresa si ripete a ogni cambio di area, introducendo via via nuove creature sempre simpatiche e pronti a cantare qualche strofa con il nostro piccolo eroe.
La qualità di One Hand Clapping non deve comunque stupire, dato che il gioco ha già vinto numerosi premi creativi dal 2018 a oggi: l'unica cosa che si attendeva era lo sbarco su PlayStation, avvenuto con grande successo. Concludiamo la nostra recensione con un accenno alla fluidità del gioco, che non sbava mai sul fronte tecnico, e sulla rigiocabilità quasi assente. La presenza di una quantità molto risicata di collezionabili è un'attrattiva solo parziale per rigiocare l'avventura. A ingolosire ci sono però i trofei, di cui vi parliamo nel prossimo capitolo.
Trofeisticamente parlando: a prova di corde vocali
Se state pensando di ottenere un Platino facile, allora non avete fatto i conti con la lista trofei di One Hand Clapping. Dietro a una serie di coppe legate alla storia infatti si celano prove superabili solo dalle ugole d'oro. Superare le varie sezioni finali senza errori è un'impresa tutt'altro che semplice, nonostante la brevità del gioco. Se siete esperti cantanti, comunque, non dovreste avere problemi a ottenere la massima ricompensa in men che non si dica. Tutti gli altri invece potrebbero dover ripetere più volte il gioco, dunque vi suggeriamo qualche salvataggio di backup per ridurre il tempo di completamento.
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