Vagante – Recensione
La carovana vi attende. Che voi siate vagabondi smarriti senza meta, nobili avventurieri in cerca di fama, gloria e ricchezza o che siate semplicemente spinti dalla curiosità di scoprire dove vi porterà il vostro prossimo viaggio, beh come ho detto, la carovana vi attende. Inoltratevi insieme a noi in questa avventura targata Nuke Nine e preparatevi a vivere un'avventura roguelike bella da morire.
Role Play fin dall'inizio
La prima sensazione che Vagante vuole trasmettere è la tranquillità. Una musica soave accompagna la carovana su cui noi stiamo viaggiando. Dove staremo andando? Che cosa ci ha spinto in questo viaggio? Ma soprattutto, nei panni di chi giocheremo? Il titolo non desidera rispondere alle nostre domande, poiché, proprio come in una partita di Dungeons&Dragons, saremo noi stessi a decidere in che modo impersonare il nostro alter-ego in pixel-art. La carovana si ferma poco più avanti di una caverna buia. Questo è il luogo in cui inizia la nostra avventura. Probabilmente molti altri esploratori prima di noi si saranno addentrati e chissà in quanti ne saranno usciti vincitori. Giusto il tempo di scegliere la classe ed il vestiario e lo scopriremo.
In Vagante sono presenti tre classi di base: il cavaliere, il mago e l'arciere. Altro, almeno per il momento, non si può selezionare. Prima di entrare a testa bassa come se foste colti dall'ira del berserker (citando D&D), il mio consiglio è quello di procedere verso il margine destro dello schermo, per proseguire verso un tutorial, che definirlo manna dal cielo è fargli quasi un torto. Dopo aver appreso le meccaniche di base, ossia: attaccare, saltare, aggrapparvi alle superfici, camminare accovacciati, aprire casse raccogliendone gli oggetti e utilizzare il menù con le sue tendine, siete pronti. Se non lo siete, tranquilli, il tutorial è sempre disponibile.
Una volta entrati nella Dark Cave, solo voi saprete che cosa vi ritroverete davanti. I dungeon sono procedurali, mutano sempre, così come gli oggetti che raccoglierete, la loro posizione e il loro effetto, run dopo run. Ah, già! C'è anche la morte permanente. Ma non fatevi scoraggiare da questi elementi puramente roguelike, perché il titolo ha veramente moltissimo talento da vendere.
Mille modi per morire…
Se dovessi raccontare ad un amico Vagante, probabilmente sarei così entusiasta nello spiegare i molteplici modi con cui si può portare alla dipartita il nostro eroe, che probabilmente mi sentirei rispondere con: “Sì ma che gusto c'è?” Bene. Datemi il tempo di raccogliere la mia salute mentale da terra, dopo la venticinquesima run, e seguitemi. Vagante punisce, Vagante premia. Questa è la frase che ritengo più esaustiva, se dovessi descriverlo con pochi caratteri, ma non è questo il caso.
Morire è facile, lo ammetto, basta veramente una piccola distrazione è ci ritroviamo con minuti di gioco letteralmente persi. Si può attivare una trappola a pressione sul pavimento e finire schiacciati da un cubo di pietra, si può cadere per un mancato appiglio e ricevere un danno da caduta o peggio, finire direttamente su spine acuminate con morte istantanea oppure ancora, si può morire per mano di nemici e di boss.
Ogni nostra morte ci farà ripartire dall'entrata della caverna, con possibilità di scegliere un nuovo eroe, una nuova classe e si riceveranno punti esperienza e una volta raggiunto il numero prestabilito, ci permetterà di salire di livello e di ricevere un background. Il background è un bonus extra che possiamo applicare singolarmente al nostro avventuriero; ci sono bonus che ci forniranno più forza, controbilanciati da minor fortuna, altri ci forniranno sconti all'interno del negozio e venticinque monete d'oro già nel nostro borsello in partenza e molti altri.

La prima regola dell'avventuriero?
Avere uno zaino da viaggio che contenga l'essenziale per farci sopravvivere. No non è questo il caso. Il nostro inventario ci permetterà di accedere ad una serie di tendine, che ci forniranno una panoramica di ciò che avremo raccolto, quindi: armi, pergamene, libri magici, set di armature, anelli, medaglioni e pozioni. In un'altra tendina troveremo le statistiche relative al nostro personaggio, definite dai parametri: forza, destrezza, vitalità, intelligenza e fortuna. Da non sottovalutare gli stati relativi alle difese fisiche ed elementali, essenziali contro i boss. Per non farci mancare nulla, il menù ci permette di visionare i danni melee (corpo a corpo all'arma bianca), i danni a distanza, il bonus per colpi critici, la velocità di attacco (maggiore sarà l'imponenza dell'arma e minore sarà la velocità con cui la brandiremo) ed infine, la nostra velocità di movimento.
Tutto questo potrà essere incrementato o potrà subire un decremento, in base al tipo di equipaggiamento indossato. Esistono altre due sezioni che racchiudono informazioni molto importanti: la prima è relativa alle magie imparate tramite la lettura di appositi libri che troveremo, la seconda è relativa all'aumento di livello del nostro pixel hero. Come si aumenta di livello? Facile! (non proprio, almeno.. non all'inizio) e sarà necessario sconfiggere il boss di zona per poterlo fare.
Così come per i dungeon procedurali, anche i nemici unici cambieranno ad ogni vostra morte. Per intenderci al meglio evitando spoiler, ogni area tematizzata è composta da tre differenti stage con annessi tre differenti boss. Per proseguire non sarà necessariamente d'obbligo ucciderli, ma così facendo perderete la possibilità di sedervi al falò e spendere il punto abilità per aumentare una caratteristica.
Il cuore dell'avventura!
Che voi stiate tendendo la corda del vostro arco, scuotendo il bastone per lanciare una magia o impugnando l'elsa della vostra spada, vi renderete conto che questo titolo regala emozioni. Imparerete ad ogni errore e ogni eroe che farete entrare nella caverna sarà sempre più furbo di quello che lo ha preceduto. Dovrete contare al massimo sulle vostre abilità, perché non potrete contare su molto altro. Quando raccoglierete un equipaggiamento, una pergamena o una pozione, non vi sarà data alcuna informazione su di esso e dovrete necessariamente equipaggiarlo, leggerla o berla per scoprirne gli effetti. Chi conosce le campagne di D&D sa che un oggetto può essere utilissimo se indossato, aumentando magari qualche caratteristica ma conosce anche i rischi. Se fosse maledetto?
Un punto focale su cui è doveroso soffermarsi è che la difficoltà è mutevole all'interno di Vagante. Muterà in concomitanza di due fattori, uno intrinseco e uno estrinseco. Il fattore intrinseco è rappresentato dalla zona in cui il boss si troverà all'interno del dungeon e trattandosi di un'ambientazione procedurale, ci saranno volte in cui avrete più spazio per muovervi e schivare, rendendo il combattimento più versatile e altre volte in cui la realizzazione procedurale vi farà combattere il boss in un ambiente stretto, con magari delle spine mortali posizionate a terra, quindi costringendovi a porre attenzione a non saltarci sopra durante una schivata.
Il fattore estrinseco sarà la nostra esperienza: superate le prime run, che risulteranno sicuramente difficoltose, il titolo ci farà avanzare in modo graduale e man mano i primi boss che sembravano impossibili, diventeranno carne da macello come tutti gli altri.
Una volta eliminato il pezzo grosso vi verrà droppata una chiave, dotata di un singolo utilizzo. Potrete: cercare il baule del tesoro sito nello stage in cui avete sconfitto il boss, procedere nel prossimo livello (con la possibilità di saltare il prossimo boss ed accedere direttamente al suo forziere) oppure cercare le stanze segrete, aprirle ed entrare in zone bonus (sconsigliato all'inizio).

Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori..
Vagante è una poesia. Scritta direttamente dalle mani di una manciata di appassionati che nel 2013 lo fecero uscire per computer grazie a un progetto Kickstarter, oggi finalmente vedrà la luce anche su console. Il level design molto ispirato, unisce alla perfezione elementi platform alla verticalità e il comparto audio è davvero pregevole e sempre azzeccato, rendendo questo titolo davvero imperdibile. I più attenti noteranno riferimenti e citazioni ad altri mondi videoludici: Castlevania, Dark Souls, Diablo e principalmente a Spelunky.
Trofeisticamente parlando: ne moriranno di avventurieri..
I platinatori seriali dovranno sacrificare ben più della salute mentale per raggiungere l'ambita coppa scintillante. Essi infatti dovranno portare a termine l'avventura, uccidendo tutti i boss e completando di conseguenza tutti gli scenari. Mica da ridere. La lista dei trofei è composta da due trofei d'oro, otto d'argento, dodici di bronzo e dieci nascosti.
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