Jurassic World Evolution 2 – Recensione
Gli amanti dei dinosauri troveranno pane per i loro denti nella recensione di Jurassic World Evolution 2. Dopo un primo capitolo ricco e interessante, il team di Frontier Developments è infatti tornato tra i rettili preistorici, per offrire ai giocatori un gestionale diverso da qualsiasi altro sul mercato. Salite con noi a bordo dell'elicottero InGen e provate a diventare dei gestori di parchi migliori persino di John Hammond.
L'hai fatto, brutto figlio di puttana
Quello di Jurassic Park (divenuto poi Jurassic World) è sicuramente uno dei franchise più riconoscibili di tutto l'universo cinematografico. La storia inizia nel 1993, quando Steven Spielberg si ispira al romanzo di Michael Crichton per dar vita a una pellicola diventata leggendaria. Da allora sono passati quasi vent'anni, periodo nel quale sono stati realizzati altri due capitoli della trilogia principale. Oltre a questi, si contano numerosi spin-off e un secondo trittico di opere. Jurassic World, rivisitazione moderna e proseguo naturale della storia, si concluderà con il terzo episodio (Il dominio) il prossimo 2 giugno.
Inutile dire che un marchio così prestigioso abbia ispirato nel corso degli anni anche una grande quantità di videogiochi. Le trame e le ambientazioni sono le più disparate, ma il filo conduttore è una certa spruzzata d'azione, elemento che caratterizza anche i film. L'azione, o meglio la sua mancanza, è proprio ciò che contraddistingue Jurassic World Evolution 2. L'opera di Frontier fa seguito a un primo capitolo apprezzatissimo dagli appassionati di gestionali.
Se avete già sentito il nome di questo sviluppatore, avrete probabilmente spolpato Planet Coaster, divertente simulatore di parchi divertimento in cui dar vita a un vero e proprio impero. Partiamo da qui per analizzare questo gestore preistorico, dato che di fatto le basi restano le stesse, cambiando l'ambientazione. Il giocatore è infatti chiamato a gestire sempre dei parchi, popolati però da questi enormi rettili.
Nessuna montagna russa né calcinculo, ma piuttosto una serie di recinti in cui allevare i dinosauri per mostrarli al mondo in tutto il loro splendore. Sfortunatamente, si tratta di un'impresa facile solo sulla carta. Gli imprevisti sono dietro l'angolo e passare dal paradiso del turismo a un vero e proprio dino-disastro sarà questione di attimi.
Dio ci scampi! Siamo nelle mani degli ingegneri…
Jurassic World Evolution 2 altro non è che un more of the same del primo capitolo, a cui sono state però aggiunte una serie di nuove funzioni decisamente interessanti. La versione del gioco uscita nel 2018 infatti verteva quasi interamente sulla gestione libera del proprio parco, senza però introdurre elementi in grado d'incollare il giocatore allo schermo. Questo secondo episodio è stato arricchito da una campagna in singolo e dalla nuova modalità Teoria del Caos. Tramite questa funzione, rivivere momenti importanti della saga cinematografica.
Andiamo però con ordine, affrontando la storia principale. Il gioco inizia in Arizona, dove Owen Grady and Claire Dearing, in compagnia dell'eclettico Ian Malcolm, ci introducono in un mondo dove i dinosauri sono liberi e devono essere gestiti. I fatti sono inediti, ma seguono il filo conduttore di quanto introdotto dal blocco narrativo creato dalla trilogia di Jurassic World. Apprezzabile inoltre la scelta di utilizzare gli attori reali, per restituire ai giocatori un senso di continuità. Impagabile in questo senso il doppiaggio in italiano, elemento a cui Frontier Developments tiene particolarmente (infatti anche il già citato Planet Coaster vanta una localizzazione completa).
La campagna porta i giocatori in una serie di scenari dalla durata variabile, per un totale di circa dieci ore di sfide di difficoltà crescente. Il ruolo di vari livelli è però più profondo, perché ogni schema svolge il ruolo di tutorial. Proseguendo nell'avventura vengono infatti illustrate al giocatore tutte le meccaniche e le funzioni di un gestionale semplice ma punitivo, in cui gli errori possono costare cari. Basta infatti un dinosauro malato oppure uno troppo aggressivo per ritrovarsi in mano un cumulo di macerie.
Per evitarlo sono fondamentali pianificazione, studio e prontezza di riflessi. Interagendo con le strutture è infatti possibile compiere specifiche azioni oppure inviare squadre per gestire i rettili o eseguire semplici manutenzioni. Da tenere d'occhio anche il meteo. Catastrofi climatiche come tempeste di sabbia e simili possono creare incidenti a catena e obbligare a soluzioni drastiche.
Ma chi ci tengono lì dentro, King Kong?
Pur trattandosi di un gestionale duro e puro, i protagonisti di Jurassic World Evolution 2 non sono le strutture. Questo ruolo spetta infatti ai dinosauri, realizzati con dovizia di particolari e con modelli poligonali da far strabuzzare gli occhi. Il secondo capitolo del gioco introduce nuove animazioni, per rendere le creature ancora più vive e realistiche. Non mancano anche macro novità, come l'introduzione di creature volanti e acquatiche assenti nel primo capitolo.
Una così grande varietà comporta anche la necessità da parte del giocatore di creare strutture adatte al loro contenimento. Recinzioni, aree di osservazione e la possibilità di personalizzare l'ambiente, tutto per tenere in salute i propri animali. Questi però non saranno troppo felici di farsi rinchiudere. Ecco perché non mancano squadre di cattura munite di tranquillanti per “reclutare” le bestie selvatiche che popolano l'area attorno al nostro parco.
Questa meccanica, così come quella di controllo della salute dei dinosauri, si fregia anche dell'inedita possibilità di giocare in prima persona e mettersi al volante dei veicoli. Per quanto divertente, comunque, questa funzione rimane solo abbozzata e molto spesso nel caos generale sarà meglio affidare il tutto alla gestione automatica.
In questo calderone di elementi da gestire non bisogna però dimenticarsi che lo scopo dei nostri parchi è attirare turisti e incassare denaro. Questo elemento è relegato a ruolo secondario in Jurassic World Evolution 2, pur dovendo esserne protagonista. Molto spesso infatti l'eccessiva attenzione richiesta dalle numerose variabili, come meteo e dinosauri, faranno dimenticare che il dio denaro deve comandare. Si tratta di un piccolo neo, comunque, dato che per la maggior parte del tempo non ci si accorgerà nemmeno del tempo che passa, tanto sarà il divertimento nella gestione.

Mi ricordi di ringraziare John per il bellissimo week end
Terminata la campagna principale, il giocatore avrà acquisito le basi per affrontare la nuova Teoria del Caos. Questa funzione è senza dubbio il fiore all'occhiello del gioco: si tratta infatti di un “what if” che mette il giocatore davanti a momenti topici dei cinque film. Lo scopo è quello di fare meglio dei protagonisti delle scene, gestendo i problemi e salvando la situazione. Si tratta di sfide tutt'altro che semplici, ma incredibilmente affascinanti. Ogni capitolo permette poi di sbloccare oggetti e funzioni extra per la modalità sandbox, dando un senso di progressione e nuove opzioni al giocatore.
Proprio la possibilità di creare un parco sempiterno, l'unica che veniva offerta nel primo capitolo di questa serie, torna più grande che mai. Chi ama pianificare e creare passerà giorni e giorni a realizzare il parco perfetto, un paradiso turistico in cui non esistono i problemi. La necessità di completare la modalità Teoria del Caos per accedere a tutti gli strumenti potrebbe far storcere a chi non ama seguire un percorso per arrivare a ciò che gli interessa. Considerata però la qualità generale dell'esperienza non ce la sentiamo di farne una colpa ai ragazzi di Frontier Developments.
Proprio di qualità si parla anche osservando i numerosi DLC pubblicati per il gioco. Tra questi spicca il pacchetto Campo Cretaceo, che introduce nuove, strabilianti creature. La più incredibile è il potente Scorpios Rex, creazione di Henry Wu dagli occhi rosso sangue e scaglie nere. Il Monolophosaurus è un altro carnivoro di media taglia, distinto da una singola cresta che ne adorna il teschio. Il pacchetto inserisce anche due varianti di dinosauri già esistenti. L'Ouranosaurus è un pacifico erbivoro che vive in larghi branchi. Lo stesso dicasi per il Kentrosaurus, munito però di pericolosi aculei. Disponibili nel pacchetto anche otto skin per i dinosauri, ispirate dalla Parasaurolophus Lux.
Come è facile immaginare, le possibilità sono davvero infinite: chi ama i dinosauri alla follia potrebbe decidere di rimanere tra recinzioni e ambienti da controllare per una quantità di ore imprecisata. La forza di Jurassic World Evolution è anche questa, una longevità potenzialmente infinita, supportata da un gameplay semplice ma nel contempo profondo e un comparto tecnico di altissima qualità. Tutto apparecchiato, quindi, per far felici gli appassionati di gestionali di tutto il mondo.
Trofeisticamente parlando: Benvenuti a Jurassic Park!
Come da tradizione non poteva mancare una breve analisi della lista trofei di Jurassic World Evolution 2. All'interno dell'elenco si nasconde uno scintillante Platino, da sbloccare completando sia la campagna principale che le sfide secondarie. Portando a termine ogni compito del gioco non si otterrà comunque la tanto desiderata coppa blu. Per mettere le mani sul giurassico trofeo è infatti necessario completare anche una serie di (semplici) richieste di miscellanea. Bisognerà inoltre liberare ogni tipo di dinosauro. John Hammond non ne sarebbe così felice, ma la natura deve fare il suo corso.
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