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Sonic Origins – Recensione

Saltate a bordo di una DeLorean per viaggiare nel tempo e rivivere le emozioni del passato con la recensione di Sonic Origins. Per festeggiare i trent'anni del porcospino blu, SEGA ha realizzato una raccolta ricchissima. Quattro giochi e tantissime chicche per gli appassionati (e non solo).



C'eravamo tanto amati



Nel 1991 il team di SEGA decise di sostituire Alex Kidd con una mascotte in grado d'impattare il mercato e colpire i giocatori. Per mano di Yūji Naka e Naoto Ōshima nasce così Sonic the Hedgehog, un velocissimo porcospino destinato a combattere il malvagio dottor Eggman.



Come ben sappiamo, e senza dilungarci in una prefazione potenzialmente infinita, la serie di Sonic da quel giorno di trentuno anni fa è decollata, diventando un cult. Con il passare del tempo i capitoli sono aumentati, così come i personaggi. All'eroe principale si sono affiancati la volpe a due code Tails, Knuckles l'Echidna e molti altri strani soggetti.



Sonic Origins nasce come detto con l'intento di celebrare questa icona, raccogliendo in un ricco pacchetto quattro capitoli usciti su SEGA Mega Drive. Questa raccolta include infatti il primo, mitico Sonic the Hedegehog, Sonic 2, Sonic 3 + Knuckles e Sonic CD. Quest'ultimo, nato per sponsorizzare il SEGA Mega CD, è sicuramente il più particolare del quartetto. Non si tratta comunque dell'unica raccolta in commercio (sempre su PlayStation troviamo anche Sonic Mania), ma sicuramente si tratta di un poker di titoli decisamente degno di nota.



Andiamo però con ordine, facendo un salto indietro nel tempo e mettendo piede nella mitica Green Hill Zone, per iniziare una corsa tra mostri, anelli e Smeraldi del Caos. Partiamo quindi dal primo capitolo per un percorso esaltante.



Una musichetta storica



Quanti giocatori possono dire di non conoscere il tema introduttivo del mitico Sonic the Hedgehog? Le note che accompagnano la schermata di avvio, preceduta dalla voce che scandisce la parola “SEGA” sono probabilmente impresse nella mente di ogni appassionato. Si entra così, in punta di piedi, in Sonic Origins: non lo si fa però in maniera del tutto classica.



L'hub di gioco a cui si accede ai vari capitoli è una grossa isola che si popola dei vari personaggi della serie, pronti a salutarci una volta inquadrati. Ogni episodio offre poi una serie di possibilità: oltre alla modalità classica è infatti presente la versione Anniversario. Questa vanta una risoluzione 16:9 e soprattutto vite infinite, il che rende la sfida accessibile a chiunque. Presente anche una modalità di attacco al boss, in cui sfidare il dottor Eggman in una battaglia senza esclusione di colpi. SEGA ha inoltre inserito, per l'occasione, una serie di filmati introduttivi, realizzati con uno stile da cartone animato che si amalgamano perfettamente con l'esperienza.



Tutto questo si condensa comunque nel classico Sonic che tutti conoscono. Un platform bidimensionale veloce, dinamico e che non ha bisogno di grandi presentazioni. Le zone si dividono in tre capitoli, al termine del quale si affronta il boss. Presenti anche aree speciali per raccogliere gli Smeraldi del Caos e ovviamente tantissimi mostri pronti a farci la pelle. Ogni colpo fa perdere anelli dorati: in caso non se ne possiedano si andrà incontro alla morte.



Tutto come nel 1991? Sì e no, perché come detto la modalità Anniversario regala numerose migliorie e rende la vita dei giocatori più semplice, portando Sonic nel nuovo millennio. Impareggiabile la fluidità, grazie alla potenza delle nuove console, così come grafica ancora più vivida e pulita. Tutto, insomma, sembra davvero curato in ogni minimo dettaglio.




Non c'è due senza tre



Sonic Origins parte quindi con il piede giusto, proseguendo meglio. I contenuti offerti per il primo capitolo sono infatti proposti anche per le altre opere, con la doverosa aggiunta dei già citati Tails e Knuckles. Non ci dilungheremo anche qui nella descrizione di meccaniche storiche, sottolineando però l'aggiunta in Sonic CD dei viaggi nel tempo (voluta ai tempi per spingere le vendite della periferica).



Presente dal secondo capitolo anche la possibilità di giocare in cooperativa con un altro appassionato, un'aggiunta fondamentale ai tempi del lancio del gioco e un gradito ritorno anche ai giorni nostri. Terminare i quattro capitoli però è solo l'inizio dell'avventura, perché come detto le sfide non mancano. I completisti passeranno ore cercando di completare al 100% tutti i titoli, scoprendo le numerosissime aree segrete e cercando di completare i livelli subendo meno danni possibile.



Imprese che hanno anche il merito di essere ricompensate con delle speciali monete. Queste possono essere spese in un'area speciale del gioco, il Museo. Al suo interno si nascondono tantissime chicche, come bozzetti inediti, tracce audio e persino video del concerto celebrativo in cui la colonna sonora è stata realizzata da un'orchestra. Tutto molto affascinante, soprattutto per i fan storici del porcospino blu.



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In missione per conto di Dio



Fin qui Sonic Origins potrebbe sembrare una semplice raccolta con qualche aggiunta e un ricco museo digitale. SEGA ha però riservato agli appassionati una sorpresa, ossia una modalità Missione unica nel suo genere. Oltre alla possibilità di affrontare tutti e quattro i giochi in un'unica, lunga maratona, è infatti possibile cimentarsi in una serie di sfide di difficoltà crescente.



Le missioni sono divise in base al capitolo e includono richieste che spaziano dall'eliminazione di mostri in un determinato modo al superamento di schemi più velocemente possibile oppure raccogliendo un certo numero di anelli. Le prove, come detto, aumentano di difficoltà (da una a cinque stelle) e ricompensano i giocatori con un voto da C a S e monete speciali.



Quest'aggiunta rappresenta quindi il modo migliore per accedere rapidamente ai contenuti della galleria, a patto di essere abbastanza bravi da riuscire a completare le prove. Nella maggior parte dei casi si tratta comunque di un “trial and error”, dunque la costanza ripagherà i giocatori. Le sfide, oltre ad aumentare una longevità già ottima, hanno anche l'utilità di migliorare l'abilità dell'utente, rendendo quindi più facile affrontare anche i giochi base.



Trofeisticamente parlando: porcospini e coppe



La maggior parte dei giochi dedicati a Sonic ci hanno abituati a Platini pressoché impossibili. Sonic Origins fortunatamente fa eccezione: la sua lista trofei può essere completata senza troppi patemi dalla maggior parte dei giocatori. La modalità Anniversario aiuta nella richiesta di completare tutti i quattro capitoli, mentre le sfide di miscellanea sono relativamente semplici. L'unico ostacolo è rappresentato dalla richiesta di ottenere S in dieci missioni per titolo, ma la nostra guida trofei è pronta a venire in vostro soccorso. Seguendola otterrete un nuovo, scintillante Platino in men che non si dica.




L'articolo Sonic Origins – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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8 luglio 2022 alle 17:00

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