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Endling: Extinction is Forever – Recensione

Con la recensione di Endling: Extinction is Forever, analizziamo un titolo che tratta un tema attuale in maniera cruda e diretta. I ragazzi di Herobeat Studios mettono i giocatori nei panni di un animale che lotta per sopravvivere alla crudeltà e all'espansionismo dell'uomo, con un accento sui problemi climatici del nostro pianeta. Senza esitazioni, quindi, ci siamo lanciati in questa drammatica avventura, analizzandola per voi da cima a fondo.



L'estinzione è per sempre



Ultimamente, i giochi che affrontano tempo socialmente rilevanti stanno aumentando vistosamente. Away: the Survival Series, seppur con i suoi limiti, ne è sicuramente un valido esempio, ma non mancano giochi che cercano di trasmettere un messaggio pur senza focalizzarsi sul regno animale. Endling: Extinction is Forever appartiene comunque alla prima branca di videogiochi da noi citata. Chi deciderà di affrontare questo viaggio, lo farà infatti nei panni di una giovane volpe. La nostra eroina, dopo pochi attimi dall'inizio del gioco, darà alla luce quattro cuccioli da accudire.



La trama ruota attorno a questo evento, dato che lo scopo principale del titolo sarà quello di evitare la morte della famiglia, raccogliendo cibo ed evitando le minacce provenienti dall'esterno. A volere l'estinzione delle volpi non sono infatti solo gli animali selvatici, tra cui pericolosi tassi e minacciosi gufi, ma anche l'essere umano. Trappole piazzate ad arte, così come cacciatori muniti di torcia appostati in punti strategici, sono pericoli che vanno sempre tenuti in considerazione. Ovviamente però, in tutto questo, i cuccioli cresceranno, sviluppando nuove abilità e diventando via via sempre più autosufficienti. Vediamo però assieme come fare per portare a casa giorno dopo giorno la pellaccia (e qui è proprio il caso di dirlo) senza soccombere a un mondo duro e crudele.



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La caccia per necessità



Il gameplay di Endling: Extinction is Forever è articolato in una sequenza di notti. Al calar del sole, la volpe e i suoi cuccioli infatti escono dalla loro tana per sfruttare le tenebre per cercare cibo. Trattandosi di un animale onnivoro, ogni cosa commestibile va bene per tenere in forze i cuccioli: pesci e conigli sono più nutrienti, ma in caso di necessità è possibile accontentarsi di bacche o persino di scarti abbandonati dall'uomo. La sazietà delle giovani volpi è indicata da un'apposita barra, che cala con il passare del tempo. Raccogliere una sola preda non è però sufficiente, perché in caso di rientro anticipato alla tana si viene penalizzati da un pesante abbassamento dell'indicatore.



La notte è infatti indispensabile, oltre che per procacciarsi del nutrimento, anche per accumulare esperienza e magari apprendere nuove abilità. I cuccioli, come detto, crescono con il passare del tempo, apprendendo tecniche di sopravvivenza tra cui la scalata degli alberi oppure il passaggio in stretti cunicoli. Tutto quello che abbiamo appena descritto si articola in una serie di mappe bidimensionali, che danno l'illusione di tridimensionalità grazie a una serie di bivi. L'intera area è controllabile da una mappa, mentre per trovare il cibo è possibile affidarsi all'istinto di mamma volpe, che tramite la pressione di un tasto segnalerà con una traccia verde la presenza di alimenti.




Fuga per la salvezza



Le prime escursioni notturne, che avvengono in una mappa ridotta, servono per familiarizzare con i semplici controlli di Endling. Oltre al tasto dedicato all'istinto è possibile sfruttare coperture, abbaiare per richiamare i cuccioli e scalare alberi e strutture. In caso i nostri piccoli si spaventino, è anche possibile coccolarli per tranquillizzarli. Queste meccaniche si vanno affinando man mano che la storia progredisce, sfruttando un escamotage di cui non vi anticipiamo nulla ma che funziona in maniera egregia. Proseguire nella campagna significa infatti incontrare nuove minacce, come il pellicciaio desideroso di scuoiarci e il cacciatore intenzionato a usarci come trofeo.



Come è facile intuire, Endling mostra rapidamente tutta la sua durezza, portando il giocatore a osservare spesso inerme la morte della volpe, accompagnata da messaggi drammatici. Si tratta di una precisa scelta, volta a sensibilizzare gli utenti su quanto sia drammatico l'impatto dell'uomo sul regno vegetale e animale. Ad accentuare questa sensazione ci pensa anche un'ambientazione in costante evoluzione (negativa), con alberi abbattuti, rifiuti tossici in ogni dove e fiumi pieni di qualsivoglia schifezza. Si tratta, sfortunatamente, di una tragica fotografia dello stato di salute del nostro pianeta: una Terra in cui bisogna lottare per sopravvivere con le unghie e con i denti.



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In un mondo duro, bisogna essere dei duri



Endling: Extinction is Forever non è quindi un gioco per persone sensibili. La drammaticità di alcune scene, unita alla sempre maggiore empatia che si prova verso la volpe e i suoi cuccioli in costante fase di crescita rendono ogni game over un vero e proprio colpo al cuore. Nonostante questo, stiamo sempre parlando di un videogioco. Un errore viene commutato nella necessità di ricominciare l'attuale nottata, senza penalità per il giocatore. Da sottolineare anche che gli schemi di sopravvivenza sono poco vari, dunque una volta metabolizzati i pattern e le strade battute dai nemici sarà facile superarli senza sforzi. La curva di difficoltà è peraltro molto generosa. Herobeat Studios ha voluto raccontare una storia, piuttosto che creare un soulslike punitivo e letale.



Proprio questo è l'elemento su cui il titolo eccelle. La narrativa, pur in assenza di testi, è incredibilmente coinvolgente. L'incontro con varie figure, molte malvagie ma anche alcune buone, permette anche di approfondire la tematica del rapporto tra uomo e animale. A supportare il tutto ci pensa poi un comparto tecnico di prim'ordine. La grafica è spettacolare, con la scelta di puntare su spettacolari disegni realizzati a mano. Le animazioni dei personaggi e degli animali sono incredibili, così come le ambientazioni ricche di elementi e finemente elaborate. Encomiabile anche il comparto audio, che alterna temi più cupi ad altri più allegri e spensierati, scandendo ottimamente i momenti. Piccola chicca: i suoni emessi dagli animali sono incredibilmente fedeli, altro segno della cura e della passione messa in campo da questo team. Chiudiamo con un breve accenno alla longevità, che purtroppo non è eccelsa come altri elementi. La durata del gioco è relativamente ridotta, nonostante la possibilità di rigiocare l'avventura per scoprirne tutti i segreti (e qualche easter egg).



Trofeisticamente parlando: una mamma perfetta



Proprio l'easter egg è protagonista di uno dei trofei della lista di Endling: Extinction is Forever. Ventotto le coppe totali Platino compreso: quest'ultimo però non sarà esattamente una passeggiata di salute. Per sbloccarlo è infatti necessario accudire al meglio i propri cuccioli, nutrendoli con intelligenza e coccolandoli spesso. Solo una manciata di trofei è legata alla storia (oltre che al salvataggio delle giovani volpi), mentre sono presenti anche una serie di sfide di miscellanea. Fortunatamente, gli spoiler sono ridotti all'osso, dunque i cacciatori più curiosi possono dare un'occhiata senza paura di rovinarsi eccessivamente la narrazione.




L'articolo Endling: Extinction is Forever – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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19 luglio 2022 alle 17:00