Train Valley: Console Edition – Recensione
Se vi siete mai chiesti cosa si provi a gestire il traffico ferroviario, potete scoprirlo con la recensione di Train Valley: Console Edition. Dopo più di sette anni dalla sua apparizione su PC, il titolo di Flazm arriva anche su PlayStation. La formula di gestione del traffico immediata e diretta, insieme una grafica spensierata, si pongono come basi per un puzzle game in grado di far fumare le menti di qualsiasi tipologia di giocatore.
Si prega di non oltrepassare la linea gialla
Le tipologie di giochi sul mercato sono ormai una quantità stratosferica. Tra generi e sottogeneri, soulslike e FPS, si è perso il conto di quante proposte ci siano sul mercato. Tra le tante categorie ce n'è però una decisamente particolare, riservata a una nicchia di appassionati amanti dell'ordine sopra ogni cosa. Stiamo parlando dei gestori di traffico: giochi in cui ci si trova a dirigere gli spostamenti di veicoli (o altri elementi) in maniera precisa e puntuale. Uno dei capostipite del genere fu Traffic Giant, apparso addirittura nel lontano 2000, seguito a ruota da opere più o meno complesse (come ad esempio Transport Giant) pronte a sfidare abilità e prontezza di riflessi dei giocatori.
Partiamo da questa breve premessa per descrivere al meglio Train Valley, un titolo che ci porta nel magnifico mondo della gestione di treni merci. La trama è del tutto inesistente, così come eventuali filmati di presentazione o introduzioni. Avviando il gioco si viene catapultati davanti a un libro pieno di francobolli, che corrispondono ad altrettanti livelli di gioco da completare. Oltre a questo, è possibile modificare alcune opzioni e selezionare la modalità sandbox, che permette di giocare senza limitazioni di denaro o di tempo. Doveroso segnalare fin da subito che Train Valley, complice anche la quasi totale assenza di finestre di dialogo, è interamente tradotto in italiano. Un piccolo ma apprezzabile sforzo per mettere a loro agio tutti i novelli gestori ferroviari, che dovranno rimboccarsi le maniche per fare al meglio il loro lavoro.
Il treno delle 9:30 in arrivo al binario 12
Una volta avviato il primo schema di Train Valley, scopriremo che questo fa anche da breve tutorial. Le meccaniche sono in realtà incredibilmente semplici, dato che al giocatore sono concesse solo una manciata di opzioni di gestione, sufficienti comunque a rendere il titolo una vera sfida. Di base si parte con due stazioni attive, da cui sono pronti a partire una serie di treni. Per farli muovere, è necessario creare un'infrastruttura di rotaie quanto più efficiente possibile, per portare i veicoli dal punto di partenza alla stazione di destinazione.
Scorrendo con i tasti dorsali è possibile cambiare funzione: costruzione, demolizione, partenza dei treni e gestione degli scambi tra binari. Le tempistiche sono gestite in anni: man mano che si prosegue si vanno poi a creare nuove stazioni e di conseguenza nuovi punti di partenza e arrivo da collegare alla propria rete. Ogni cosa va gestita in un lasso di tempo ridotto: ogni livello infatti dura dai cinque ai dieci minuti, leggermente aumentati in modalità sandbox. Tutto semplice, almeno sulla carta: un'oculata pianificazione e i binari nel punto giusto dovrebbero essere garanzia di successo. È proprio qui però che Train Valley si mostra nella sua vera natura: nella gestione infatti non c'è spazio per il minimo errore, pena una sonora sconfitta e tanti schianti tra treni.
Attenzione: apertura porte
Come abbiamo anticipato, Train Valley sembra carino e coccoloso come i pinguini di Madagascar, ma si rivela decisamente poco amichevole. I primi livelli scorrono relativamente sereni, tra una gestione di scambi e qualche sporadico errore. Dal terzo o quarto schema le cose cambiano: ogni treno che rimane fermo in stazione si deprezza, facendo guadagnare meno una volta arrivato a destinazione. Far partire per tempo i veicoli diventa quindi indispensabile per pagare la tassa annuale e avere ancora denaro per creare nuovi binari. Se a questo aggiungiamo che i guadagni forniti dalle consegne sono generati casualmente, è facile capire come i margini di manovra siano risicati.
Costruire un ramo in più di ferrovia potrebbe portarci alla bancarotta, situazione che non viene segnalata da nessun avviso. Le scritte a schermo, peraltro, sono incredibilmente ristrette, figlie di un porting da PC non esattamente eccelso. Ad aggravare la situazione ci pensano anche dei controlli non immediati, affidati sì alla levetta analogica ma meno immediate di un mouse, soprattutto durante il controllo degli scambi. In tutto questo, esiste fortunatamente un tasto per mettere in pausa il tempo e pianificare le proprie azioni. Il rovescio della medaglia sembra però essere che un abuso di questa funzione renda il gioco più punitivo, richiedendo una perfezione robotica per superare i livelli.

Favorisca il biglietto, prego
Nonostante le lacune a livelli di gameplay, Train Valley è un titolo che impegnerà gli appassionati di gestionali per molte ore. La quantità di livelli presenti e la necessità di affidarsi al try and error per trovare la struttura migliore per le ferrovie rende ogni schema decisamente impegnativo, aumentando la longevità generale dell'opera. Se questo non vi bastasse, sappiate che oltre agli obiettivi principali (che comprendono non finire in bancarotta e far arrivare i treni correttamente) sono presenti in ogni schema tre sfide bonus. Queste includono evitare di far schiantare i mezzi, effettuare specifiche azioni e molto altro.
I completisti quindi avranno il loro bel daffare, tenuto conto anche la già citata complessità degli schemi avanzati. Interessante anche la scelta effettuata per la grafica: Train Valley si camuffa infatti da titolo amichevole per famiglie, con una grafica sgargiante e modelli poligonali che sembrano presi da un modellino in scala. I paesaggi sono, seppur nella loro ridotta dimensione, sempre ricchi di dettagli. A contribuire alla sensazione di progressione ci pensa invece l'avanzare del tempo: man mano che la campagna, divisa in cinque capitoli, prosegue passano anche le epoche storiche. Si passa così dagli albori dei trasporti sui binari a modernissime ferrovie, incontrando eventi reali come la corsa all'oro del 1849 e la Seconda Guerra Mondiale. Senza infamia e senza lode la colonna sonora, in grado di accompagnare i gestori di treni senza ammorbarli, mentre decisamente più piacevoli gli effetti sonori.
Trofeisticamente parlando: prossima fermata, Platino
La lista trofei di Train Valley: Console Edition include richieste di ogni tipo. Oltre alla necessità di completare ogni capitolo e ottenere vari timbri completando le sfide secondarie, ci sono infatti numerose coppe di miscellanea. Le richiesta sono tantissime, e spaziano da quelle interamente basate sulla fortuna ad altre che richiedono una grande abilità. Ottenere il Platino del gioco è tutt'altro che una passeggiata, soprattutto considerata la curva di difficoltà non certo generosa dell'opera di Flazm. Se volete dimostrare di essere dei gestori coi fiocchi, questa è la sfida che fa per voi.
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