Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Severed Steel Recensione, John Wick chi?

Uscito ormai da quasi un anno su PC, Severed Steel arriva ora su console per deliziare tutti quelli che hanno apprezzato titoli come Mirror's Edge o, più recentemente, Ghostrunner, e anche un po' il mai troppo lodato SuperHOT. Stiamo parlando infatti di un FPS ipercinetico nel quale chi si ferma è perduto, anzi è definitivamente morto. Se pensavate che gli ultimi Doom fossero frenetici sappiate che in confronto al gioco di Greylock Studio sono paragonabili ad una moderata corsetta nel parco.



Ne è protagonista Steel, un'assassina implacabile nonostante sia provvista di un solo braccio (Severed infatti significa “recisa”). L'agilità e la precisione sono le sue armi letali, che dovranno diventare anche le vostre se vorrete sopravvivere. Purtroppo, la sua presenza non viene supportata da una presentazione degna di nota e anche la trama in Severed Steel è ridotta ai minimi termini, raccontata attraverso scarne schermate in stile fumetto e senza alcuna cutscene. La sostanza è semplice: Steel vuole vendicarsi dei responsabili della sua mutilazione e per farlo dovrà partire dai bassifondi in cui si è risvegliata per salire verso la cima del grattacielo, facendo fuori tutto ciò che si muove.



Verrete gettati nella mischia attraverso una manciata di stage di allenamento atti come al solito ad introdurre progressivamente le singole meccaniche di gioco. Il sistema di controllo inizialmente non è proprio amichevole e la sensazione di fare le cose un po' a caso è potente. Giustamente, aggiungiamo noi, perché nonostante il tutorial iniziale sia esplicativo seppur non particolarmente generoso, una volta entrati nel vivo dell'azione si avverte quello che ci piace chiamare “panico da esame finale”, che si materializza nella sparizione pressoché totale di tutte le nozioni studiate e ripassate. Non preoccupatevi, è normale. Fa parte del gioco, così come l'accorgersi che con la pratica tutte le tecniche che pensavamo volatilizzate sono state invece assorbite dalla nostra memoria muscolare.



Leggi altro

Continua la lettura su www.eurogamer.it

17 agosto 2022 alle 13:30