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In Sound Mind – Recensione

In Sound Mind si presenta subito come un titolo interessante, grazie al curriculum del team di sviluppo: il gioco è stato infatti sviluppato dagli autori del celebre Nightmare House 2 e impreziosito dalla colonna sonora di The Living Tombstone. Un'esperienza survival horror capace di unire psicologia e azione, nella quale arriveremo a combattere in modi inconsueti i demoni più terrificanti celati nella mente umana.



Sedute psicologiche



Vestiremo i panni di Desmond Wales, psicologo di professione, catapultato in un mondo al confine tra sogno e realtà. Con l'avanzare della trama scopriremo che il protagonista non è finito in questo posto per caso: una voce tenebrosa e sadica ci contatterà, attraverso i diversi telefoni presenti nell'ambientazione, incolpandoci delle tragiche scomparse dei pazienti in cura da Wales. È davvero colpa nostra? E quale destino è toccato a queste persone?



Domande a cui potremo rispondere solo avanzando nell'avventura: attraverso le registrazioni delle sedute psicologiche potremo infatti esplorare, letteralmente, la psiche e dei nostri assistiti. Rivivremo i loro traumi e affronteremo i loro demoni in mondi onirici, completamente modellati dalla loro mente. Singole storie diverse e ben caratterizzate, ognuna con un proprio segno distintivo, unite in un intreccio ben più grande e complesso. Il tutto, sempre appeso a un filo, con una differenza mai troppo netta tra ciò che è reale e ciò che esiste solo nella nostra mente.



Non possiamo addentrarci troppo nella trama, per non svelare il meglio di questo survival horror, ma possiamo senz'altro promuovere a pieni voti le idee del team di sviluppo. I temi toccati, attraverso le problematiche dei pazienti, sono delicati e molto attuali. La violenza viene trattata in tutte le sue forme e, a far davvero paura, è che certe situazioni di disagio siano terribilmente verosimili. Un modo di spaventare e turbare il giocatore meno comune, ma non per questo meno efficace. Una storia affascinante e tutta da scoprire, con oscuri segreti da rivelare. In Sound Mind è decisamente promosso dal punto di vista narrativo, efficace nel raccontare una storia horror e thriller mai banale.




Meno chiacchiere



Dal punto di vista del gameplay, i ragazzi di We Create Stuff hanno provato a dare un'interpretazione del tutto personale del genere survival horror. La struttura di gioco è infatti molto varia, con l'alternarsi di svariate fasi, al fine di caratterizzare al meglio ognuno dei diversi “mondi” da visitare. L'idea ha funzionato? Sì e no. Inizialmente, quando ci si ritrova a dover capire dove siamo finiti, il focus principale è sull'esplorazione e sulla narrazione. Questa natura da walking simulator viene però abbandonata presto, in favore di un gameplay basato su esplorazione ed enigmi ambientali, con qualche minaccia da cui dover sfuggire di tanto in tanto.



Fin qui, anche grazie alle tematiche trattate e la trama coinvolgente, il gioco è piacevole e anche capace di regalare qualche brivido. Progressivamente gli scenari di gioco diventano più grandi e con molto più da scoprire ed esplorare, anche in sezioni opzionali. Con sezioni più lunghe ed estese però, aumentano anche fasi action e presenza di creature oscure da affrontare (o da cui sfuggire). Per assurdo, l'aumento esponenziale di queste ombre e dell'arsenale a nostra disposizione spezza l'incantesimo iniziale. Ciò è da ricondurre a un gameplay piuttosto legnoso, non privo di sbavature e imprecisioni.



Dal sistema di shooting, piuttosto abbozzato, alle evitabilissime fasi stealth, frustranti più che altro. Poteva essere pensato meglio anche il backtracking: volendo tornare indietro, per scovare segreti mancati, saremo costretti a ricominciare tutto il livello dal principio. Come già anticipato, a salvare la situazione ci sono ottime fasi di esplorazione ed enigmi ben realizzati e integrati all'interno di ogni livello. L'avventura, un po' come la psiche umana, è quindi caratterizzata da luci e ombre. Tuttavia, grazie a diverse trovate di design originali, tematiche non scontate e una trama intrigante, In Sound Mind è consigliatissimo a tutti i fan del genere.



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Un viaggio mentale



Dal punto di vista tecnico, invece, In Sound Mind non lascia il segno né in positivo né in negativo. Il comparto grafico è infatti solido, privo di sbavature, gradevole sia nella realizzazione che nel design. Non abbiamo riscontrato bug, né cali di frame, tuttavia non si percepisce la next-gen, con la potenza di PlayStation 5 mai pienamente sfruttata. L'esperienza è quindi piacevole, ma raramente memorabile.



Fa meglio, invece, il comparto audio. Doppiaggio ed effetti sonori sono ben realizzati e sempre ben contestualizzati. La colonna sonora è interamente composta dai The Living Tombstone, progetto musicale dance rock elettronico celebre per aver composto singoli dedicati a videogiochi e cartoni animati. L'atmosfera, sempre curata con attenzione a livello estetico e simbolico, è costantemente sospesa tra sogno e realtà grazie alle sue sonorità. Il gioco è localizzato in italiano per testi e sottotitoli, i dialoghi sono invece doppiati in lingua inglese.



Trofeisticamente parlando: Dottor Fatto



L'elenco trofei di In Sound Mind è composto da trentatré coppe in tutto, Platino compreso. Una sfida più che abbordabile per qualunque cacciatore, vista l'assenza di trofei legati a sfide basate sulla difficoltà o sulla sopravvivenza. Il vero ostacolo al massimo trofeo saranno i tantissimi collezionabili da ritrovare: ben settantadue pillole, sei vinili e tutte e sette le armi disponibili. Per fare vostri tutti i trofei avrete quindi bisogno di una quindicina d'ore, considerando che potrete recuperare qualunque trofeo rigiocando liberamente i livelli già esplorati.




L'articolo In Sound Mind – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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4 settembre 2022 alle 17:00

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