Metal Hellsinger: per la carneficina chiamare il numero 666
Quante volte avete sentito parlare della musica metal come del “canto del demonio” o della “musica di Satana”? Tantissime, vero? Fin dai suoi albori, a cavallo tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70, il genere musicale dell'heavy metal è stato più volte (spesso erroneamente, ndR) associato alla simbologia infernale per i motivi più disparati.
Vuoi per la particolare 'aggressività' delle linee armoniche, vuoi per i testi che si allontanavano delle solite tematiche, vuoi ancora per l'impiego di tecniche di canto peculiari come il growl e lo scream, questo particolare genere è stato capace di scardinare l'ordine costituito divenendo ben presto un autentico stile di vita, oltre che uno dei filoni musicali di maggior successo della storia.
E allora perché non sfruttare questo immaginario così forte e indubbiamente intrigante come ambientazione per un titolo atto a coniugare uno dei trend videoludici più in voga del momento, quello degli sparatutto in prima persona, con le sonorità tipiche del metal?
