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Deathloop è un potenziale capolavoro che ha avuto paura

Quando abbiamo recensito Deathloop sulle pagine di Eurogamer.it, l'abbiamo inquadrato come l'evoluzione della formula di Arkane Studios: “Una evoluzione che prende a piene mani dal DNA della software-house, perdendo per strada qualcosina per abbracciare una nuova struttura su cui forse si poteva osare ancora di più, ma che comunque sa dimostrarsi fresca”. Una definizione, questa, che a un anno di distanza dal lancio originale – in concomitanza con l'esordio su Xbox Game Pass – risulta più che mai calzante.



Arkane Studios è sempre stato uno degli studi di sviluppo più originali e distanti dalle formule che governano il mercato: se attraverso la serie di Dishonored ha dimostrato di saper riscrivere le regole dello stealth game, di saper costruire livelli meglio di chiunque altro, nonché di saper creare grandi universi narrativi, il lancio di Prey ha segnato la perfetta consacrazione di tali doti, al punto che nonostante lo scarso successo commerciale sarà ricordato da tantissimi appassionati come una pietra miliare.



E poi l'anno scorso è arrivato Deathloop, un titolo che raccoglieva la pesante eredità dei suoi predecessori per trasportarla all'interno di una formula completamente nuova, estremamente ambiziosa e sulla carta quasi rivoluzionaria. L'idea stessa di costruire un'indagine interattiva nei confini di un loop temporale, lungo le intricate mappe che hanno fatto la storia della software-house, ha solleticato il palato di molti giocatori, e soprattutto di coloro che negli ultimi anni hanno scavato tra i diamanti nascosti del medium.



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13 ottobre 2022 alle 10:10

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