Call of Duty Modern Warfare II, l'arma definitiva è la squadra
"Noi ci sporchiamo e il mondo resta pulito. Questa è la missione". Una singola frase, pronunciata dal capitano John Price in un momento particolarmente significativo della campagna per giocatore singolo dal capitano John Price, riassume efficacemente la filosofia alla base del reboot di Modern Warfare, la sotto-serie creata in seno al brand di Call of Duty dalle brillanti menti di Infinity Ward.
Si tratta di una dichiarazione solenne che, tuttavia, non nasconde una punta di amarezza per le atrocità della guerra e del terrorismo a cui i gruppi militari del globo devono far fronte su base praticamente quotidiana per garantire la sicurezza e il benessere della società civile. Ed era anche uno dei principali punti di forza della narrativa del capitolo del 2019 di Call of Duty, probabilmente il racconto più introspettivo ma allo stesso tempo feroce e impietoso della decennale storia della serie campione di incassi di FPS bellici di Activision Blizzard.
Tra scene di tortura, attentati dinamitardi nelle piazze delle principali metropoli europee, ostaggi imbottiti di tritolo in situazioni disperate e incursioni nelle case di civili armati avvolti nel buio della notte, Modern Warfare era riuscito a scandagliare gli abissi più oscuri della guerra moderna in un modo che pochi altri prodotti tripla-A avevano anche solo osato immaginare, calando il giocatore in contesti a tratti davvero difficili da digerire e dal notevole impatto emotivo.
