Emergency Call – The Attack Squad – Recensione
Aerosoft è una certezza quando si tratta di prodotti legati alla simulazione. Basta guardare il suo infinito catalogo per rimanere senza fiato davanti a tanta scelta. Vogliamo essere poliziotti? Ecco Autobahn Police Simulator 3. Preferiamo invece guidare gli autobus? Fernbus Coach Simulator fa per noi. Se vogliamo sperimentare la guida fuoristrada abbiamo anche Heavy Duty Challenge. E perché non diventare pompieri per un giorno? Emergency Call – The Attack Squad è il titolo che fa per noi, come vedremo nella nostra recensione. Prendete il casco e il respiratore, c'è un incendio da spegnere.
Vigile del fuoco teutonico
Sviluppato da Crenetic, Emergency Call – The Attack Squad è un simulatore di vigile del fuoco tedesco, debitamente adattato a PlayStation 5, che favorisce l'integrazione dei comandi con un fruibilità d'uso migliorata rispetto alla controparte PC. Partiremo dalla nostra sala controllo operativa sullo sfondo del menù principale e avremo la scelta tra la carriera, la selezione missione e il tutorial, oltre alle consuete opzioni.
È consigliato affrontare l'introduzione per prendere dimestichezza con i comandi (tra l'altro non comodissimi) e le meccaniche di base del gioco. Il tutorial infatti durerà una decina di minuti, ma riuscirà a farci risparmiare molto tempo che altrimenti perderemmo se non lo affrontassimo.
Il gioco si svolge attraverso una serie di missioni che vengono introdotte da un breve scambio iniziale di dialoghi scritti e ci dà una misura minima di cosa dovremo andare a fare una volta arrivati sul campo. Il capo squadra ci fornirà delle informazioni basilari sul tipo di operazione da svolgere, se abbiamo un allarme incendio, una persona dispersa, una casa in fiamme o cos'altro. Starà a noi poi prendere la situazione per le corna e buttare il cuore oltre l'ostacolo.

Il pompiere paura non ne ha
La fama del pompiere impavido accompagna le nostre scorribande in capannoni, case, giardini, condomini e molto altro, sempre con un occhio di riguardo alla messa in sicurezza della scena. Apprenderemo infatti nel corso del gioco a seguire delle procedure corrette per poter ottenere il completamento delle attività che ci vengono prefissate.
Ogni missione ha degli obbiettivi primari e degli obbiettivi secondari. I primi consistono più spesso nel portare in salvo le persone, mettere in sicurezza la scena e spegnere le fiamme, mentre i secondi sono collaterali e non obbligatori, ma andranno a incidere nella percentuale di completamento della missione stessa. Tra questi il salvataggio di animali, lo spegnimento di allarmi o la messa in sicurezza degli ascensori. Saremo anche valutati in base a quello che succede, se per esempio subiamo danni da fumo, colpi di calore, terminiamo l'aria nelle bombole o altro.
Uno dei problemi degli obbiettivi è però la mancanza di chiarezza. È necessario scoprirli in completa autonomia, senza nessun suggerimento o indicazione precisa di cosa dover fare. Questo è particolarmente fastidioso quando si vuole cercare di completare una missione nella sua interezza e ottenerne il 100%, obbligando a dover ripercorrere gli eventi cercando dettagli persi per strada.

Camion, autoscala e tanti attrezzi
A ogni intervento avremo modo di prendere dal mezzo di servizio vari attrezzi necessari alla situazione. Tra questi avremo la barra di Halligan, un attrezzo manuale multifunzione per scardinare le porte e sbloccare meccanismi. Oppure avremo il ventilatore, la maschera a ossigeno, spazzola per camini e molto altro, tra cui la manichetta e l'estintore.
L'attrezzatura che useremo più spesso è chiaramente la manichetta che, a onor del vero, sembra completamente wireless quando ci spostiamo all'interno degli ambienti. Questo è da un lato una enorme semplificazione del gameplay, ma dall'altro porta un elemento di finzione anche troppo marcato. Ad esempio, potremo attraversare una casa da parte a parte e andare nel giardino per spegnere un incendio, usando la manichetta, senza avere nessun tubo nemmeno se ci giriamo a cercarlo. Un po' strano, ecco.
Sarà possibile usare l'autoscala, salendo sulla scala telescopica o sul cestello (a seconda del caso) per raggiungere punti altrimenti impossibili da toccare, come alcuni tetti o davanzali.

Si poteva fare meglio
Durante il test per la recensione di Emergency Call – The Attack Squad abbiamo notato che il gioco non spicca per la sua realizzazione tecnica. Anzi, risulta piatto, trasandato e in un certo senso vecchio. Potrebbe girare tranquillamente su console di un paio di generazioni precedenti e nessuno se ne lamenterebbe particolarmente, anzi forse risulterebbe quasi all'avanguardia. Ad esempio, le mimiche facciali non esistono durante i dialoghi, le ombre sono a malapena accennate e in generale tutto il gioco è permeato da una patina che sa di arretratezza tecnica.
Una delle cose più impattanti (in senso negativo) è però il costante e insopportabile riciclo degli asset. In un palazzo in cui svolgeremo una delle prime missioni sono presenti sia un corpo appartamenti che un negozio alla base. Ecco, in quello stesso stabile svolgeremo almeno due missioni, una nel negozio in cui cattureremo un ragno esotico e una negli ascensori, in cui estrarremo delle persone bloccate.
Ancora, in una palazzina di uffici svolgeremo due missioni, una in cui spegneremo il motore dell'ascensore in fiamme, l'altra in cui avremo a che fare con una cucina che sta bruciando. Continuiamo? Nella stessa identica abitazione privata andremo due volte: la prima per un fuoco di sterpaglie e la seconda per un altro incendio.
Abbiamo già avuto modo di vedere dei titoli pesantemente criticati per il riciclo di certi asset minimalistici: qui siamo all'estremo opposto in cui ricicliamo gli stessi ambienti in missioni molto simili. Si poteva fare meglio.

Comparto tecnico e sonoro
Nella recensione di Emergency Call – The Attack Squad non abbiamo incontrato bug particolari né crash o eventi negativi, anzi il gioco presenta un frame rate solido, senza fastidi o cali di fotogrammi. Il sonoro però è piuttosto scadente, in quanto gli effetti risultano asettici, senza particolare carattere né corposità.
Il nostro vigile del fuoco, che muoveremo sempre in prima persona, è almeno sempre veloce e scattante almeno finché avremo resistenza a disposizione. Infatti la barra della stamina andrà a esaurirsi durante la corsa e il trasporto di oggetti pesanti, per riprendersi un paio di secondo dopo che ci saremo fermati a riposare.
Il Platino di Emergency Call – The Attack Squad
La lista trofei di Emergency Call – The Attack Squad è composta da un totale di diciotto coppe, divise in due di bronzo, sette d'argento, ben otto d'oro oltre a uno scintillante Platino. Il gioco è alla portata di tutti e non presenta particolari difficoltà legate ai trofei, ma le descrizioni degli obiettivi rimangono un pochino vaghe, necessitando di parecchi tentativi e qualche pensiero laterale per trovarne un senso. Nonostante questo in qualche ora è possibile guadagnare un altro Platino. Nulla di difficile per un vero cacciatore di trofei.
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