Persona 3 Reload – Recensione
Dopo l'enorme scossone che Persona 5 ha causato nell'industria videoludica, e maggiormente tra gli sviluppatori di titoli JRPG, tutti hanno iniziato a prendere come riferimento l'opera di Atlus. Proprio come Neon Genesis Evangelion per gli anime, il titolo della casa di Tokyo ha settato nuovi standard, aprendo un genere molto di nicchia al grande pubblico, facendolo diventare un must tra gli appassionati.
Ed è proprio con questo remake che Atlus, conscia del trambusto causato dai Ladri Fantasma, decide di rinnovare e adeguare alla nuova modernità uno dei suoi titoli più amati e precedente picco della serie: Persona 3. Dopo la remastered di Persona 3 Portable, è tempo di Persona 3 Reload, quindi, e volendo sbilanciarsi prima del previsto, prendere il posto di nuovo picco più alto toccato dai videogiochi del genere. Ma è tempo di addentrarsi nella recensione per scoprire tutti i segreti di questa formula eccezionale!
È giunta mezzanotte
Immaginate se esistesse un'ora non catalogata tra le canoniche ventiquattro del giorno. Questa venticinquesima ora esisterebbe ogni giorno allo scoccare della mezzanotte e, oltre a lasciare gli essere umani ignari di tutto, darebbe vita a incubi e creature oscure e sanguinolente. Sono pochi, al mondo, a essere a conoscenza di questo terribile mistero. Pochi quelli capaci di essere coscienti durante questa Ora Buia e dunque di contrastare le forze del male che macchinano nell'ombra.
L'Ora Buia è ritornata, e proprio come nel titolo originale, il giocatore è chiamato ad affrontare le minacce che la popolano insieme al SEES, un gruppo di persone capaci di restare coscienti durante questo assurdo fenomeno. Tutto sembra partire dalla scuola Gekkoukan, come l'enorme torre che si erge di notte al suo posto: il Tartaro.
Ma cosa hanno di speciale gli individui selezionati per indagare su questo mistero? Il loro potere spirituale si manifesta sotto forma di Personae, delle emanazioni che rappresentano il loro inconscio, che guidano i protagonisti e li aiutano in battaglia.
Persona 3 Reload, nella trama, si presenta identico al gioco originale, ma questa volta completamente tradotto in italiano nei testi e rendendo l'esperienza totalmente accessibili a chiunque. Pur presentando un'enorme quantità di dialoghi, proprio come una visual novel, questo remake risulta estremamente fluido e scorrevole, specialmente nelle cutscene animate eccellentemente. La qualità grafica, la stabilità del frame rate, la fluidità e la trama avvincente rendono il titolo un vero e proprio must have del genere.

Dinamismo a turni
Dopo i vari giorni di tutorial sulle attività scolastiche, il protagonista si troverà faccia a faccia con uno dei nemici del gioco che lo spingerà, dopo una strabiliante scena animata, a evocare Orfeo, la sua prima Persona. Pur presentando un combat system a turni, Persona 3 Reload, come Persona 5 e i capitoli precedenti prima di esso, si rivela essere ancora più divertente e dinamico.
I combattimenti saranno rapidi, pregni di strategia ed estremamente movimentati, sia dagli strabilianti attacchi che si susseguono senza sosta, sia dalle animazioni ed effetti di luce che saranno una vera gioia per gli occhi. Gli scontri, accompagnati poi dal supporto dalla presidentessa del consiglio studentesco Mitsuru Kirijo, vi porteranno a considerare sempre diverse strategie, atte a scoprire punti di forza e debolezza dei nemici. Poi nel classico del serie, una volta abbattuti gli avversari sfruttando i loro punti deboli, i protagonisti si lanceranno in un All-out Attack, causando enormi danni, dopo una simpatica scenetta animata.
Alla fine degli scontri, potrebbe poi capitare una Mano Arcana, una sorta di premio da parte del gioco che permetterà di ricevere diversi bonus, tra cui nuove Personae da aggiungere al grimorio.

Di nuovo alla scoperta di Tatsumi Port Island
Proprio come nel titolo originale, ma ora con una maggiore possibilità di interazione, il giocatore potrà muoversi, più o meno, liberamente per i luoghi del gioco. La limitazione non nasce per imposizione di Atlus, ma piuttosto dal sistema a calendario del gioco stesso. Ogni giorno, infatti, il protagonista frequenterà le lezioni scolastiche, salvo avere giorni liberi, e dal pomeriggio in poi potrà dare sfogo alle sue passioni o alle relazioni con i compagni. Queste ultime sono, come sempre, parte fondamentale della crescita dell'eroe, poiché rafforzando le relazioni anche il protagonista e le sue Personae si potenzieranno, semplificando l'ascesa nel Tartaro e la fine dell'Ora Buia.
Godetevi al massimo Tatsumi Port Island, scopritene i segreti, conoscete le persone e datevi ai lavoretti part time del posto. Non dimenticate di far visita ad Igor, ormai simbolo della serie che, accompagnato da Elizabeth, vi illuminerà in modo molto criptico, sulle perplessità e il ruolo del protagonista nel gioco.

Persona 3 Reload: come dovrebbe essere un remake
Negli ultimi anni, c'è da dirlo, remake e remastered sono state parte fondamentale del mercato videoludico. Solo poche software house hanno migliorato, senza snaturare, i prodotti originali, celebrandoli e dando loro la giusta importanza all'interno delle trasposizioni moderne. Tra queste, figura indubbiamente Atlus con Persona 3 Reload.
Dopo il lancio di Persona 3 Portable, l'azienda avrebbe tranquillamente potuto virare su altri progetti, cosa che in realtà ha fatto con il titolo di prossima uscita Metaphor: ReFantazio, ma ha voluto anche dare una lucidata ad un titolo che in realtà non era invecchiato così bene.
Persona 3 Reload non solo è stato tirato a lucido e svecchiato nella veste grafica, ma è stato totalmente ricostruito da zero. Credete a chi vi dice che il gioco vi lascerà più volte esterrefatti davanti una cutscene o ad un semplice effetto durante i combattimenti. Gli sprite dei personaggi, la cura nei dettagli, Tatstumi Port Island o il Tartaro, sono l'enorme dimostrazione dell'amore che la casa di sviluppo prova nei confronti della serie di Persona e, più in generale, nel realizzare videogiochi.
Dal lato del sonoro, i giocatori veterani riconosceranno sicuramente molte delle tracce utilizzate, in questo caso sia restaurate che riarrangiate, che saranno parte fondamentale di tutto il titolo, senza risultare mai fastidiose o fuori contesto. Personalmente, non mi sbilancerò nel dire che le attuali tracce di Persona 3 Reload possano essere migliori di Life Will Change o Rivers in the Desert, per citarne due, da Persona 5, ma fidatevi se vi dico che combattono bene per stabilirsi nel mio cuore.
Nulla risulta fuori posto in questa nuova versione del capolavoro di Atlus, e da enorme appassionato posso solo sperare che tutti riescano a mettere le mani su Persona 3 Reload, oltre che in un futuro sempre più roseo per i videogiochi e i videogiocatori.

Platino di mezzanotte
Benvenuti nell'Ora Buia dove, oltre a scalare l'immensa torre del Tartaro, i giocatori potranno anche cimentarsi nella caccia ai trofei. Persona 3 Reload presenta una lista che si rifà anch'essa a Persona 5, o per essere precisi alla sua versione Royal. Non sarà, infatti, una tortuosa scalata alla raccolta di tutte le Personae del compendio, né tanto meno ci sarà bisogno di una seconda run con la protagonista femminile, visto che nel remake la controparte è stata eliminata. Seguendo particolari accorgimenti, come il maxare tutte le skill sociali, adempiere ad almeno 82 richieste di Elizabeth e godervi il benessere di Tatsumi Port Island, riuscirete a raggiungere la fantastica coppa di Platino in una sola run, in circa sessanta ore. DING!
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