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Taxi Chaos 2 – Recensione

Taxi Chaos 2 arriva su PS5 con l'obiettivo dichiarato di recuperare lo spirito dei vecchi arcade da tassista, aggiornandolo a un contesto più dinamico e imprevedibile. Lo sviluppa Focuspoint Studios, team indie olandese che ha deciso di spingere il sequel verso una formula più strutturata, mentre la pubblicazione è affidata a Current Games, che porta il titolo su PlayStation 5.



È un gioco che nasce con un'idea precisa: trasformare ogni corsa in una piccola prova di nervi, dove la città non è un semplice scenario ma un sistema vivo che reagisce alle nostre prestazioni. Per chi è cresciuto con Dreamcast e ha passato ore su Crazy Taxi, l'idea può sembrare un richiamo irresistibile. Ma oggi le aspettative sono diverse, e non basta riproporre una formula essenziale per ottenere lo stesso impatto. Taxi Chaos 2, infatti, prova a trovare un equilibrio tra nostalgia e modernità, riuscendoci solo in parte.



Un contesto più che una storia



La storia di questo gioco è più un contesto che un vero racconto. Il protagonista è Vinnie, un tassista ormai fuori forma che arriva nella soleggiata città di San Valeda per una vacanza che non inizierà mai davvero. Ad attenderlo c'è un taxi malridotto e una vecchia conoscenza, Cleo, che gli chiede aiuto per fermare una rete di taxi IA ormai fuori controllo. È un pretesto leggero, che introduce la presenza dei TaxiBot e giustifica la struttura a missioni del gioco. Ogni turno è diviso in tre momenti della giornata — mattina, pomeriggio e notte — e ognuno propone un obiettivo da completare per ottenere esperienza e far crescere la nuova compagnia di Vinnie.



Le missioni spaziano dal completare un certo numero di corse con una valutazione minima fino a incarichi più bizzarri, come evitare un disastro scientifico. È una narrazione che non pretende di essere profonda e che si limita a dare un filo conduttore alla progressione. Funziona finché resta sullo sfondo, ma non riesce a dare personalità al mondo di gioco, che rimane più un contenitore di attività che un luogo da scoprire.



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Decisioni rapide, città mutevole, pressione costante



Il gameplay di questo titolo riprende la struttura classica del genere: raccogliere passeggeri, portarli a destinazione, gestire il tempo e cercare di massimizzare i guadagni. Ma Taxi Chaos 2 prova a introdurre elementi che rendano ogni run diversa, infatti la città di San Valeda è costruita per cambiare continuamente: strade che si modificano, traffico imprevedibile ed eventi improvvisi. Non esiste un percorso ideale da memorizzare, perché la mappa si comporta come un sistema dinamico che richiede adattamento costante. La verticalità inoltre è un elemento importante: tetti, rampe e scorciatoie fuori strada diventano parte integrante della corsa, e scegliere un salto rischioso può far guadagnare secondi preziosi o far perdere completamente il controllo.



I TaxiBot, taxi controllati dall'IA, rappresentano la principale fonte di pressione del gioco. Non sono semplici ostacoli, reagiscono al vostro stile di guida e diventano più aggressivi man mano che dimostrerete di sapervi muovere bene. Creano caos, interferiscono con le traiettorie e possono ribaltare una run in pochi istanti. I passeggeri poi non sono tutti uguali, alcuni trasportano oggetti pesanti che sbilanciano il taxi, altri trainano rimorchi che modificano la manovrabilità e altri ancora impongono condizioni particolari. Sono variazioni leggere, ma contribuiscono a rendere ogni corsa meno prevedibile.



Il problema è che, nonostante queste idee, il ritmo tende a diventare ripetitivo. La sensazione di velocità è limitata, e la mancanza di una colonna sonora incisiva pesa più del previsto. Un gioco che punta sull'adrenalina avrebbe bisogno di un accompagnamento sonoro capace di sostenere la corsa, mentre qui ci si ritrova con musiche piatte che non aggiungono nulla. Anche la progressione è lenta: si guadagnano soldi facilmente, ma salire di livello richiede molte run, e questo rallenta l'avanzamento della storia. Il GPS infine è incostante: a volte indica la strada, altre volte smette di funzionare senza motivo, costringendo a improvvisare in una città che, soprattutto all'inizio, non è immediata da leggere. La fisica per giunta è leggera, quasi priva di impatto, e questo si nota soprattutto quando i TaxiBot tentano di speronarvi: l'azione risulta poco incisiva, come se mancasse peso a ogni collisione.



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Leggibile, brillante, ma con un tallone d'Achille



L'estetica di Taxi Chaos 2 punta su uno stile cartoonesco, con colori brillanti e forme pulite. È una scelta coerente con la natura arcade del gioco, perché permette di leggere rapidamente traffico, ostacoli e traiettorie. Tuttavia, la città appare spesso vuota e priva di vita. Gli edifici sembrano plastici, quasi segnaposto, e l'assenza di movimento nelle strade rende San Valeda più un fondale che un ambiente vivo. Dopo qualche ora, la mappa risulta anche troppo piccola per sostenere una rigiocabilità prolungata. Sarebbe stato interessante avere zone periferiche, quartieri residenziali o aree extraurbane, ma tutto resta confinato in un centro cittadino che non evolve mai davvero.



Il comparto sonoro inoltre è il vero punto debole del titolo. Gli effetti audio soffrono di micro-ritardi che, in un gioco basato su riflessi e lettura immediata della situazione, diventano un problema concreto. La colonna sonora è anonima, priva di energia, e non riesce a trasmettere la sensazione di velocità che un titolo del genere dovrebbe evocare. È un limite evidente, soprattutto se si pensa a quanto la musica fosse parte integrante dell'esperienza nei classici arcade a cui Taxi Chaos 2 si ispira.



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La strada verso il Platino



La lista trofei di Taxi Chaos 2 è strutturata in modo coerente con la natura del gioco. Non ci sono obiettivi impossibili, ma nemmeno un Platino immediato. La maggior parte dei trofei richiede di completare run con valutazioni elevate, sbloccare nuovi taxi, portare a termine missioni specifiche e dimostrare una buona conoscenza della città.



Alcuni obiettivi sono legati ai passeggeri con condizioni particolari, altri alla gestione dei TaxiBot, altri ancora alla progressione della compagnia di Vinnie. Non ci sono trofei basati sulla fortuna, ma la lentezza della progressione può rendere il percorso verso il Platino più lungo del previsto. È una lista equilibrata, che accompagna il giocatore lungo la naturale curva di apprendimento senza forzare grind inutili.




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